“Non faccio passi indietro”: Vannacci rilancia dopo le polemiche sul fascismo
Dopo le polemiche sulle frasi sul fascismo, il generale leghista difende le sue parole a Napoli. Fedriga lo smentisce: “Le leggi razziali furono una vergogna”.
Le parole di Vannacci che dividono la Lega
Non si placa la bufera attorno a Roberto Vannacci, vicesegretario federale della Lega ed eurodeputato, finito nuovamente al centro delle polemiche per aver “riscritto” la storia del fascismo in un post pubblicato su Facebook l’8 novembre. Dopo aver definito la marcia su Roma “poco più di una manifestazione di piazza” e sostenuto che le leggi razziali “furono approvate dal Parlamento”, l’ex generale della Folgore ha raccolto il plauso del pronipote di Mussolini, ma anche l’imbarazzo di Matteo Salvini e del centrodestra.
Da Napoli, dove ha partecipato a un incontro elettorale della Lega Campania in vista delle regionali, Vannacci non ha mostrato alcuna intenzione di fare marcia indietro. “Io non faccio mai passi indietro. È bastato mettere in cronologia dei fatti storici incontrovertibili per suscitare un polverone incredibile, e la cosa mi fa piacere: vuol dire che tanta gente è appassionata di storia”, ha dichiarato davanti ai militanti.
Fedriga prende le distanze: “Le leggi razziali furono una vergogna”
Le parole del generale hanno però scatenato una reazione durissima anche all’interno della Lega. Il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ha voluto ribadire pubblicamente la propria distanza: “Le leggi razziali sono state una vergogna, uno dei più grandi mali del nostro Paese, e su questo bisogna usare parole nette, non giochi di parole o giustificazioni”.
Fedriga ha poi espresso vicinanza alla comunità ebraica, che aveva definito “vergognose” le dichiarazioni di Vannacci. Un messaggio chiaro, arrivato nel pieno di un dibattito interno che sta creando non poco disagio nel Carroccio.
Vannacci insiste: “Ho solo citato le fonti, non le mie opinioni”
Dal palco di Napoli, Vannacci ha cercato di smorzare i toni, sostenendo di non aver espresso giudizi personali: “Le versioni sul fascismo non sono mie. Ho solo citato le fonti: uno storico e gli atti della Camera. Non ho aggiunto nessuna considerazione, come invece hanno fatto gli altri. Le leggi razziali sono esecrabili, e l’ho già detto in televisione”.
Davanti a circa 150 invitati, l’eurodeputato ha replicato anche alle voci di una sua esclusione dagli eventi elettorali nel Nord. “Non c’è nessun Daspo. La settimana prossima sarò in Veneto, dove sono già stato dieci giorni fa per un tour nella provincia di Verona”, ha assicurato.
Assente, invece, Edmondo Cirielli, candidato del centrodestra alla presidenza della Campania, ufficialmente per “un’agenda piena”. Una mancanza che molti osservatori hanno letto come un segnale di ulteriore imbarazzo politico verso un caso che continua a dividere la coalizione.
