Italia & Dintorni

Prodi si allinea alla Schlein, “Serve una patrimoniale, la diseguaglianza è intollerabile”

Dopo averla criticata, l’ex premier si schiera con Elly Schlein e sostiene la proposta del Pd sulla patrimoniale: “È assolutamente necessaria”.

Prodi si allinea alla Schlein: “Bisogna redistribuire la ricchezza”

A tre settimane dalle dure critiche rivolte alla leader del Partito Democratico, Romano Prodi sorprende tutti e cambia posizione. In un’intervista a La Stampa, l’ex presidente del Consiglio si schiera apertamente a favore della patrimoniale proposta da Elly Schlein, sostenendo la necessità di “politiche di redistribuzione della ricchezza”.
Le diseguaglianze stanno crescendo a un ritmo intollerabile – ha dichiarato Prodi –. Si parla tanto di grandi cambiamenti e di intelligenza artificiale, ma se non stiamo attenti creeremo nuove divisioni tra ricchi e poveri. È assolutamente necessario intervenire per riequilibrare la società**”.
Un appoggio che arriva dopo settimane di tensioni interne al Pd e che rappresenta un segnale politico chiaro: l’ex premier torna a fare da “sponda nobile” alla segretaria dem, rilanciando di fatto il campo largo progressista.

Le accuse al sistema economico globale: “Così si crea la frattura del mondo”

Nel corso dell’intervista, Prodi non risparmia critiche al modello economico mondiale, giudicato ormai fuori controllo. “Pensi al piano di remunerazione approvato da Tesla per Elon Musk: mille miliardi di dollari. Ma ci rendiamo conto? È una cosa degna dell’umanità?”, ha detto l’ex premier.
Per Prodi, cifre simili sono il simbolo di una frattura sempre più profonda tra élite e lavoratori, che rischia di minare la coesione sociale: “Se spingiamo gli squilibri a questi livelli, creiamo la frattura del mondo”.
A suo avviso, la direzione giusta è quella indicata dal nuovo sindaco di New York, Shaun Mamdani, che ha lanciato una campagna per tassare i super-ricchi: “Va nella direzione giusta. Ho dei dubbi sulla fattibilità delle sue proposte, ma ha cominciato a scegliersi collaboratori capaci e rappresenta il nuovo”.

L’attacco all’Europa: “Il voto all’unanimità blocca tutto”

Nella parte finale dell’intervista, Prodi ha esteso le critiche anche all’Unione Europea, accusata di immobilismo e subordinazione agli Stati Uniti. “Il potere è passato dalla Commissione al Consiglio, il diritto di veto è diventato la regola. Quando l’Europa non decide nulla, la gente smette di amarla”, ha affermato.
L’ex presidente della Commissione europea ha poi citato il caso del gas russo per denunciare quella che definisce una dipendenza politica: “Il presidente degli Stati Uniti dice ai Paesi europei di non comprare più gas dalla Russia, ma poi permette all’Ungheria di farlo perché Orban è suo amico. Non abbiamo mai visto nulla di simile nella storia”.
Prodi conclude con un auspicio: “Se finisse il voto all’unanimità, avremmo già rifatto l’Europa. L’unanimità, cioè il voto uguale di tutti, vuol dire impedire le decisioni”.