Arturo Parisi demolisce Schlein: “Gentiloni può essere il federatore del centrosinistra”
L’ex ministro dell’Ulivo critica la segretaria dem e lancia l’ex premier come figura capace di ricompattare l’opposizione. Gentiloni: “C’è ancora molto da fare”.
La battuta di Parisi che fa discutere il Pd
“È Meloni che si tiene la Schlein”. Con questa frase tagliente pubblicata su X, Arturo Parisi aveva già riassunto il suo giudizio sull’attuale Partito Democratico e sulla leadership di Elly Schlein. L’ex ministro della Difesa e storico esponente dell’Ulivo, oggi lontano dalla politica attiva ma ancora protagonista del dibattito pubblico, è tornato a pungere la segretaria dem con la consueta ironia, ma anche con una proposta concreta per il futuro del centrosinistra.
In una recente intervista, Parisi ha infatti invitato il Pd a “uscire dalla deriva estremista” e a ritrovare una guida capace di unire, bocciando di fatto le ambizioni di premiership di Schlein: “Il Pd deve tornare ad essere una forza di governo, non un partito di protesta”.
L’assist a Gentiloni: “Può essere il federatore del centrosinistra”
Secondo Parisi, il nome giusto per ricostruire un campo progressista credibile sarebbe quello di Paolo Gentiloni, attuale commissario europeo ed ex presidente del Consiglio. “Potrebbe essere un buon federatore”, ha dichiarato, indicando in lui la figura in grado di ricucire le diverse anime del centrosinistra e di restituire al Pd un profilo istituzionale e moderato.
Un endorsement che ha avuto grande eco nel partito e che ha provocato reazioni contrastanti: se da un lato diversi ex renziani e centristi hanno apprezzato l’idea, dall’altro l’area più vicina a Schlein ha liquidato la proposta come “un nostalgico ritorno all’Ulivo”.
La replica di Gentiloni: “L’alternativa a Meloni non c’è ancora”
A pochi giorni dalle parole di Parisi, Paolo Gentiloni è intervenuto al Festival de Linkiesta, dove ha risposto indirettamente alle suggestioni dell’ex ministro. “Se pensiamo che l’alternativa a Meloni ci sia già, ok, good luck”, ha detto con tono ironico, aggiungendo però un messaggio di sostanza: “C’è ancora molto da fare per rendere una proposta alternativa sufficientemente forte”.
Un invito alla prudenza e al lavoro di squadra, che molti hanno letto come un’apertura alla ricostruzione di un centrosinistra più ampio, ma anche come una frecciata implicita alla stessa Schlein, accusata da più voci interne di puntare solo alla radicalità e non alla governabilità.
In un Pd sempre più diviso tra l’anima movimentista e quella riformista, la battuta di Parisi e la risposta di Gentiloni rischiano ora di riaccendere lo scontro interno sul futuro della segreteria e sulla linea politica da seguire in vista delle prossime elezioni.
