Feltri demolisce la giustizia italiana: “Chi sbaglia deve pagare, anche i magistrati”
Per il direttore, la vera riforma della giustizia deve introdurre la responsabilità civile personale delle toghe. “Non basta risarcire, serve una sanzione morale e materiale”.
La denuncia di Feltri: “Nessuno paga per gli errori giudiziari”
“Chi sbaglia paga”. È un principio semplice, che vale per tutti i professionisti, ma non per i magistrati. A dirlo è Vittorio Feltri, che in un suo editoriale sul Giornale indica con chiarezza la priorità assoluta per il sistema giudiziario italiano: l’introduzione della responsabilità civile diretta per le toghe.
Rispondendo a un lettore, il direttore ha sottolineato che la malagiustizia continua a pesare sulla vita di centinaia di cittadini innocenti: “Dobbiamo avere il coraggio di dire che non basta risarcire il cittadino vittima di una cattiva giustizia: serve introdurre un principio di responsabilità personale anche nel sistema giudiziario. È questa la riforma che serve con urgenza”.
Feltri ricorda che un medico o un giornalista che commette un errore risponde del proprio operato, ma un magistrato no, anche se il suo sbaglio può avere effetti devastanti sulla vita di una persona. “Quando è un magistrato, un investigatore o un funzionario che sbaglia al punto da condannare un innocente, dove sta il conto morale e materiale? Non può esserci soltanto il danno risarcito dal bilancio dello Stato”, ha scritto il direttore.
Una giustizia senza controllo: “È la legge del più forte”
Per Feltri, la giustizia italiana resta “una giungla”, dove troppo spesso a prevalere è il potere e non l’equità: “La nostra giustizia, per quanto onorevole nella gran parte dei professionisti che vi lavorano, lascia ancora troppi margini al potere investigativo e giudiziario, senza sufficiente controllo”.
A pagare, sostiene, sono sempre i più deboli: “Chi ne paga le conseguenze sono le persone innocenti, finite dietro le sbarre e poi dimenticate una volta fuori di prigione”.
Numeri che fanno riflettere: 27 milioni in risarcimenti nel 2024
Secondo i dati citati da Feltri, nel solo 2024 lo Stato ha versato circa 27 milioni di euro per risarcire i cittadini vittime di errori giudiziari. Tra il 2018 e il 2024, la cifra complessiva ha superato i 220 milioni, con 5.000 persone che hanno ottenuto un indennizzo per detenzione ingiusta.
Lo Stato riconosce 235,82 euro al giorno per ogni giorno di detenzione ingiusta e la metà per chi subisce arresti domiciliari. Ma, come denuncia il direttore, “ventiquattro ore nell’inferno di una cella valgono forse 200 euro?”.
Per Feltri, nessun risarcimento economico può cancellare il trauma di chi è stato privato ingiustamente della libertà. E conclude con una riflessione amara: “Dietro ogni cifra c’è un uomo o una donna cui è stata tolta la libertà, spesso la dignità e forse persino la speranza”.
