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Rocco Casalino lascia il M5S e punge la Schlein: “L’ha spostato troppo a sinistra, non crescerà più”

L’ex portavoce di Conte a Otto e Mezzo critica il Pd e prevede una sfida Schlein-Conte per la leadership del campo largo.

Casalino contro Schlein: “Ha toccato il massimo”

Ospite di Lilli Gruber a Otto e Mezzo su La7, Rocco Casalino – ex responsabile della comunicazione del Movimento 5 Stelle – ha ufficializzato la sua uscita dal partito e, al tempo stesso, lanciato una serie di stoccate al mondo progressista.
Nel mirino soprattutto Elly Schlein, accusata di aver condotto il Partito Democratico verso una deriva troppo a sinistra. “Schlein ha fatto un ottimo lavoro nel rendere più chiara l’identità del Pd, diversa da quella del passato. Ma lo ha spostato, secondo me, un po’ troppo a sinistra, tant’è che non riesce a crescere. È come se avesse raggiunto il massimo, ma non riuscisse ad andare oltre quel massimo”, ha dichiarato Casalino, sottolineando come la leader dem non riesca a intercettare i voti moderati.

Su Silvia Salis: “Brava, ma le manca spessore politico”

Nel corso dell’intervista, l’ex volto televisivo ha parlato anche di Silvia Salis, considerata da molti come una possibile erede politica nel centrosinistra: “È molto telegenica, molto brava in comunicazione. Secondo me le manca ancora un po’ di politica, un po’ di spessore, che ci vuole tempo per costruire”.
Un giudizio che appare più una promozione a metà, con Casalino che riconosce le doti mediatiche della Salis ma ne ridimensiona il peso politico nel panorama nazionale.

“La vera sfida sarà tra Conte e Schlein”

Sguardo puntato anche al futuro del campo largo, dove Casalino intravede un duello diretto tra l’ex premier Giuseppe Conte e Elly Schlein: “La partita sarà tra Conte e Schlein. Se ci saranno le primarie, vedremo cosa decideranno gli elettori. Secondo me è una partita aperta”, ha spiegato, precisando di non schierarsi con nessuno dei due, ma lasciando intendere che il leader M5S resti per lui una figura centrale.
L’ex portavoce ha però riservato una critica più ampia alla sinistra, accusandola di timore e immobilismo su alcuni temi cruciali. “Di certo, se non si parla di sicurezza e immigrazione – perché questo centrosinistra sembra avere il terrore di farlo in maniera efficace – non li agevola di certo”, ha affermato, invitando i progressisti a uscire da una narrazione che giudica troppo ideologica.