Italia & Dintorni

Caso Montemurlo, “Padroni che picchiano operai”, l’affondo di Ilaria Salis che incendia la politica

Le parole di Ilaria Salis sugli scontri di Montemurlo riaccendono tensioni nazionali, rilanciando accuse durissime sulle condizioni dei lavoratori e sul settore tessile di Prato.

Gli scontri di Montemurlo e il nodo che divide l’opinione pubblica


Due giorni fa a Montemurlo, nel distretto tessile di Prato, quindici cittadini cinesi hanno tentato un blitz durante un sit-in organizzato da un gruppo di lavoratori. Nel corso della tensione, due agenti intervenuti per riportare la calma sono rimasti feriti dopo essersi frapposti tra le parti.

L’episodio, già complesso per dinamica e contesto, è diventato centrale nel dibattito politico quando l’europarlamentare Ilaria Salis ha definito la vicenda come un caso di “lavoratori picchiati dai padroni”, frase che ha immediatamente alimentato polemiche e reazioni.

La deputata ha rilanciato il tema delle condizioni nel settore della moda, riportando l’attenzione sul distretto pratese e sulle tensioni latenti tra lavoratori e datori di lavoro.

Le dichiarazioni di Salis dopo l’incontro con i lavoratori in Toscana

La stessa Ilaria Salis, dopo aver visitato il presidio dei lavoratori della Alba srl, ha ribadito la propria posizione con parole che hanno ulteriormente acceso il confronto:

“Oggi sono stata al presidio dei lavoratori di Alba srl” a Montemurlo (Prato) “per portare la mia solidarietà per l’attacco che hanno subito da parte dei padroni e per le condizioni generali di sfruttamento sistematico che esistono nel settore tessile, nel settore della moda. E’ gravissimo”. L’europarlamentare ha poi aggiunto:

“Questo è il Made in Italy, questa è la moda italiana che sostanzialmente produce profitto sullo sfruttamento dei lavoratori” e dove “si arriva anche a picchiare i lavoratori mentre giustamente scioperano per le condizioni inaccettabili in cui sono tutti costretti”.

Le sue parole, riprese fedelmente, hanno riacceso un acceso dibattito sul ruolo della filiera produttiva italiana e sulle dinamiche di lavoro spesso denunciate dalle organizzazioni sindacali.

La versione dei sindacati e il quadro nel distretto tessile

Il sindacato ha diffuso una ricostruzione dettagliata dell’episodio, parlando di una vera aggressione: “Siamo stati attaccati da una trentina di persone, tra cui erano riconoscibili alcuni padroni delle aziende interne alla Euroingro – si legge in una nota diramata dal sindacato – Anche le forze dell’ordine presenti sono state aggredite, una agente scaraventata a terra.

Due persone sono state portate via dalle forze dell’ordine. Tutto è avvenuto anche sotto gli occhi dei media, che avevamo convocato alla Euroingro per una conferenza stampa.

Oggi gli sfruttatori hanno deciso di sfidare tutto e tutti, per rivendicare un loro presunto diritto a sfruttare indisturbati e senza proteste, di poter continuare a tenere lavoratori a nero e costringerli a lavorare 12 ore al giorno per 7 giorni alla settimana”.

La ricostruzione aggiunge ulteriori elementi di complessità, in un contesto in cui il settore tessile pratese vive da tempo tensioni legate al lavoro irregolare e allo sfruttamento denunciato dai lavoratori.