Crisi nelle Asl pugliesi, Emiliano punta sul commissario unico, Decaro informato ma il progetto si blocca
La proposta di un commissario unico per guidare le Asl pugliesi scadute si ferma davanti ai dubbi tecnici del dipartimento Salute e alla scarsa apertura del ministero.
Pressioni sulla giunta e la mail decisiva di Montanaro
La Regione Puglia non nominerà, almeno per ora, un commissario unico per le cinque Asl rimaste senza direttore generale da sei giorni. La giunta, convocata ieri alle 10 per approvare una delibera già predisposta dagli uffici, non si è riunita. A bloccare l’iter sarebbe stata una lunga mail del capo del dipartimento Salute, Vito Montanaro, impegnato a Roma nel CdA Aifa, che ha espresso rilievi tecnici contrari alla soluzione immaginata dal presidente Michele Emiliano.
La mail, inviata anche all’assessore Raffaele Piemontese, evidenzia criticità procedurali e rischi personali. L’eventuale nomina a supercommissario attribuirebbe infatti a Montanaro responsabilità dirette come datore di lavoro di migliaia di dipendenti, con un’esposizione significativa sul piano legale e amministrativo in una fase transitoria destinata ad andare oltre i trenta giorni inizialmente ipotizzati.
Conflitti di ruolo e responsabilità giuridiche
Nel documento, il dirigente sottolinea anche un potenziale conflitto di ruoli. Il dipartimento Salute, che egli guida, esercita funzioni di vigilanza e controllo sulle stesse Asl: assumere la gestione diretta ne comprometterebbe l’indipendenza. Una posizione formulata «in punta di diritto», con l’intento di chiarire non solo la contrarietà personale a ricoprire l’incarico, ma anche l’inadeguatezza istituzionale della soluzione.
La transizione appare infatti più complessa del previsto. La scadenza dei direttori generali delle Asl impone una gestione delicata fino all’insediamento del nuovo presidente della Regione. Nel frattempo, restano aperti dossier su personale, bilanci, emergenza ospedaliera e governance aziendale.
Lo scetticismo di Roma e il nodo degli enti statali
A frenare la nomina ci sarebbe anche la posizione del ministero della Salute. Quando dagli uffici regionali è partita una richiesta di parere, la risposta burocratica ha rimandato tutto al rientro della dirigente «in ferie». Ma da Roma, secondo fonti qualificate, sarebbero arrivate valutazioni ufficiose di prudenza.
L’ipotesi infatti coinvolge non solo le Asl di Taranto e Bat e gli «Ospedali Riuniti» di Foggia, ma anche i due Irccs baresi, per i quali la Regione non può decidere in piena autonomia. Il ministero valuterebbe quindi la proposta come non allineata ai modelli di gestione commissariale contemplati dalla normativa nazionale e potenzialmente suscettibile di impugnazioni.
Il quadro resta così sospeso: nessuna delibera, dirigenti scaduti e prospettive ancora incerte su chi guiderà il sistema sanitario pugliese nella fase di transizione verso la nuova amministrazione regionale.
