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Renzi attacca: «La Meloni vuole il Quirinale, è ingorda, non fa nulla ma vuole tutto»

Per Matteo Renzi, l’uscita di Galeazzo Bignami sul Quirinale non è casuale: secondo il leader di Italia Viva, Giorgia Meloni mira al Colle per consolidare il potere e distogliere l’attenzione dalle difficoltà economiche e politiche.

Renzi accusa Meloni di voler condizionare il Quirinale
Alla domanda se l’attacco di Galeazzo Bignami al consigliere del Quirinale fosse avvenuto senza l’avallo della presidente del Consiglio, Matteo Renzi respinge l’ipotesi: «Ovviamente no. Meloni sapeva tutto e infatti ha messo il carico spostando la polemica da Garofani a Mattarella. In FdI non si muove foglia senza che una Meloni non voglia». Per il leader di Italia Viva, l’obiettivo non sarebbe una semplice pressione politica, ma una manovra strategica più ampia: «Lei vuole il Quirinale, è ingorda, non fa nulla ma vuole tutto».
Renzi lega questa presunta strategia a un contesto economico sfavorevole: pressione fiscale «al 43%», debito in crescita, fuga dei giovani e rincari su alimentari, bollette e carburanti. «E la premier attacca Mattarella? Su, siamo seri», afferma, sostenendo che la battaglia sulla legge elettorale sarebbe motivata dal timore di perdere terreno nei collegi uninominali.

«Vuole togliere di mezzo il Quirinale per avere i pieni poteri»
Renzi collega il caso al rapporto tra governo e istituzioni, accusando la premier di voler ridurre il ruolo di garanzia del Colle: «Meloni vuole i pieni poteri. Per farlo ha bisogno di togliere di mezzo il Quirinale e soprattutto un galantuomo come Sergio Mattarella».
Secondo l’ex premier, la presidente avrebbe abbandonato la promessa di una riforma costituzionale in chiave presidenzialista e punterebbe ora al Colle con i voti del Parlamento, bypassando una scelta popolare: «Se vuole il Quirinale ci vada con i voti degli italiani, non con il voto parlamentare».
Renzi avverte anche il centrosinistra: chi dovesse sfilarsi da una coalizione alternativa sarebbe «moralmente responsabile dei pieni poteri».

Critiche alla manovra economica e al ruolo del centrosinistra
Sul piano economico, Renzi attacca il governo per l’assenza di misure strutturali: «Il piano casa da 15 miliardi dove è finito? Il piano dazi da 25 miliardi dove è finito? L’aumento delle pensioni dove è finito?».
Secondo l’ex premier, senza il Pnrr il Paese sarebbe in recessione: «Bisogna svegliarsi, questo Governo non ha una visione economica, non ha una politica industriale».
Renzi difende però la presenza di un blocco progressista organizzato, ma ribadisce la necessità di un polo riformista: «Pd, Avs e Cinque Stelle servono ma non bastano. Se vogliamo vincere serve anche una gamba riformista, una nuova Margherita, la Casa Riformista».
Sul leader della coalizione futura non mostra preoccupazione: «Io non sono preoccupato del nome, sa? Sono preoccupato piuttosto dei contenuti».

Sicurezza e legge elettorale: «La sinistra incalzi Meloni sulle promesse mancate»
Renzi sostiene che la sfida politica debba concentrarsi sulle responsabilità del governo: «La sinistra non deve inseguire ideologie ma incalzare la Meloni sulle promesse non mantenute».
Porta come esempio l’aggressione avvenuta a Milano contro un giovane della Bocconi: «Uno studente di 22 anni è stato accoltellato e rischia di restare paralizzato mentre 500 agenti sono fermi in Albania a non fare niente».
E conclude: «Invece di dare la colpa al sindaco perché non chiediamo alla premier di investire in sicurezza anziché inventare complotti?».