Italia & Dintorni

Scintille tra Salvini e Sala, il Ministro “Io processo per gli sbarchi, lui chiacchiera”

Il sindaco attacca il summit annunciato in piazza Duomo e accusa Salvini di non aver mantenuto le promesse del 2018. Il vicepremier replica rivendicando le proprie scelte sugli sbarchi.

Sala ironizza sul “Remigration Summit” di Salvini

Alla Triennale di Milano, durante l’incontro “Direzione Nord”, si consuma un nuovo scontro politico tra il sindaco Giuseppe Sala e il vicepremier Matteo Salvini.
Commentando le anticipazioni su un evento dedicato alla “remigrazione” che la Lega vorrebbe organizzare in piazza Duomo ad aprile, Sala ha parlato apertamente di promesse non mantenute.
«Sento che vuole organizzare un “Remigration Summit” – osserva il sindaco – Remigrazione? Ma se nel 2018 aveva promesso di mandare a casa 600mila clandestini. Son passati sette anni, cosa è successo? Niente. Solo spot elettorali. Che facciano qualcosa».
Il primo cittadino punta dunque il dito contro la distanza tra gli annunci e i risultati ottenuti, accusando la Lega di utilizzare la questione migratoria in chiave propagandistica.

Salvini contrattacca: “Io vado a processo, lui no”

La replica del vicepremier non si è fatta attendere.
Matteo Salvini ha subito rimandato al mittente le accuse, sottolineando la propria esposizione personale sul tema dell’immigrazione irregolare.
«Io vado a processo l’11 dicembre perché ho bloccato gli sbarchi degli immigrati irregolari, mentre lui starà a casa o in ufficio. Dunque c’è una grande differenza tra chi chiacchiera e chi va a processo».
Con queste parole, Salvini rivendica le sue decisioni dei mesi in cui guidava il Viminale e accusa Sala di limitarsi alle critiche senza assumersi responsabilità operative.
Lo scontro a distanza riflette ancora una volta la forte polarizzazione sul tema migratorio e anticipa un confronto che, con il summit annunciato a Milano, promette di infiammare ulteriormente il dibattito politico nei prossimi mesi.