La caduta di un 47enne, soldi finiti, affitto perso e vita in auto, “Ho perso 60 mila euro per seguire un mental coach”
La storia di Carlo Gallo, 47 anni, racconta il tracollo economico e personale nato dal rapporto con un presunto coach che gli avrebbe promesso un rilancio mai arrivato.
La spirale iniziata nel 2021
La vicenda di Carlo Gallo, separato e padre di un figlio che vive in Campania, prende forma nel 2021, quando entra in contatto con un coach che si definiva “minder”. L’uomo, racconta Gallo, lo aggancia con telefonate gratuite sulle quali si crea una dipendenza crescente: “Dopo ogni chiamata diventavo sempre più dipendente dai suoi consigli”, ricorda. Col tempo i contatti diventano continui, con sessioni online quotidiane tra mail e lezioni su Zoom. Nel maggio 2022 il coach gli propone di intensificare lo studio, promettendo che i nuovi guadagni avrebbero ripagato la formazione. A seguire, la morte del padre e l’arrivo di una piccola eredità cambiano la situazione: il coach lo convince a investire quei soldi nel percorso formativo, presentandogli un pacchetto composto da un corso per “lanciare un brand” e una formazione mensile personalizzata. Gallo versa 5 mila euro subito e altri 5 mila dilazionati in dieci mesi, arrivando a un totale di 11.150 euro.
L’indebitamento e il crollo economico
In questo periodo Gallo mette in pausa il suo lavoro di pubblicità e servizi grafici, seguendo esclusivamente le indicazioni del coach: “Mi ha mangiato sull’aspetto psicologico”, racconta. I clienti svaniscono e la dipendenza dalle promesse di rilancio lo porta a sospendere ogni attività professionale. Nel 2022 pubblica anche un libro prodotto dal coach, inserito nel pacchetto acquistato. Intanto la sua situazione economica peggiora: con il tempo libero dagli impegni di lavoro e l’eredità usata per sostenere affitto e spese quotidiane, Gallo stima di aver perso complessivamente 60 mila euro. Terminate le risorse, accende un finanziamento da 12 mila euro che non riesce più a gestire. Da aprile 2024 inizia a chiedere chiarimenti al coach, che reagisce con pressioni psicologiche e nuovi pacchetti proposti. “Mi dava del cretino che in due anni non avevo capito niente”, racconta. A giugno interrompe il rapporto e chiede un rimborso, appigliandosi al motto “soddisfatto o rimborsato”, ricevendo un diniego formale via mail. Valuta la denuncia, ma non può sostenere i costi legali.
La vita in auto e il tentativo di ripartire
Senza più risorse e senza lavoro, Gallo perde l’appartamento e da luglio 2024 dorme in una vecchia Micra di famiglia. Si sposta tra quartieri di Roma, cercando piccoli impieghi: consegne serali, sistemazioni di scantinati, grafica, social. Ha sottoscritto un abbonamento in palestra per potersi lavare e trascorre le mattine in biblioteca, tentando di ricostruire una clientela. Racconta problemi di salute legati al sonno in auto e alla difficoltà di alimentarsi regolarmente. Per rialzarsi gli servono tra 2.000 e 2.500 euro da usare come caparra per un piccolo appartamento fuori Roma, oltre a un affitto di circa 500 euro che ritiene sostenibile una volta ripreso a lavorare. Ha avviato una raccolta fondi, definendola “un prestito da restituire”. L’obiettivo è anche recuperare il rapporto con il figlio sedicenne, col quale non ha più contatti: “Vorrei solo dimostrargli che posso essere un buon padre”, afferma.
