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Scuola di Magliano elimina “Gesù” dal canto di Natale: esplode la protesta di famiglie e politica

A Magliano una scuola primaria sostituisce “Gesù” con “Natal” in Jingle Bells per tutelare la laicità, scatenando proteste di genitori, Lega e Fratelli d’Italia.

La modifica al canto e la reazione delle famiglie

A Magliano, in provincia di Grosseto, una scuola primaria ha deciso di modificare il testo della canzone che i bambini canteranno alla recita del 17 dicembre, sostituendo il verso “aspettando quei doni che regala il buon Gesù” con “aspettando quei doni che regala il buon Natal”. La scelta, spiegano dall’istituto, sarebbe stata dettata dall’esigenza di tutelare “la laicità della scuola”, evitando riferimenti religiosi espliciti. La decisione ha però provocato una forte reazione da parte dei genitori, che attraverso una chat di gruppo hanno chiesto di ripristinare il testo originale. La contestazione è cresciuta rapidamente, coinvolgendo anche esponenti politici regionali e nazionali.

Le critiche della Lega: “Tradizioni cancellate in nome di una falsa laicità”

Tra le prime voci a intervenire c’è quella dell’europarlamentare della Lega Susanna Ceccardi, che ha definito l’episodio “grave” e parte di un copione ricorrente: “Sotto la maschera della cosiddetta laicità si tenta di espellere Gesù dal Natale, trasformando una festa che appartiene alla nostra storia in un cartone animato con renne e pupazzi”. Ceccardi contesta l’idea che eliminare riferimenti religiosi favorisca l’inclusione, sostenendo che la laicità significhi libertà e non censura delle tradizioni. “È una deriva che colpisce l’identità italiana”, ha aggiunto, ringraziando le famiglie che hanno protestato e il sindaco Gabriele Fusini per aver difeso la tradizione con un presepe pubblico. Secondo l’esponente del Carroccio, cancellare elementi centrali della cultura italiana genera solo “smarrimento” e non favorisce la convivenza.

Fratelli d’Italia: “Scelta inaccettabile, si annulla l’identità”

Anche Fratelli d’Italia ha espresso una condanna netta. Il deputato grossetano Fabrizio Rossi ha definito la decisione “inaccettabile”, sostenendo che annacquare i simboli natalizi in nome dell’inclusione significhi fraintendere sia la cultura sia la laicità. “Il Natale esiste perché celebra la nascita di Gesù”, ha dichiarato, ritenendo illogico rimuovere questo riferimento dai canti dei bambini. Rossi ha parlato di un “abuso di autorità” da parte della dirigente scolastica e ha ricordato che situazioni analoghe si ripetono da anni nella zona della Maremma, con tentativi di sostituire il Natale con generiche “feste d’inverno”. Il parlamentare ha denunciato il rischio che i bambini perdano il senso della tradizione e della memoria culturale, credendo che l’integrazione passi attraverso la cancellazione della propria identità.