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“Deportazioni di massa”: l’affondo di Salis dopo il voto in Libe sui migranti

La Commissione Libe approva la lista dei Paesi di origine sicuri, mentre si accende il confronto politico con le reazioni di Alessandro Ciriani e Ilaria Salis sul nuovo assetto europeo dei rimpatri.

Approvata in Libe la lista dei Paesi sicuri

La Commissione per le libertà civili del Parlamento europeo ha compiuto un passo rilevante nella gestione dei flussi migratori, approvando la designazione di una lista comune di Paesi di origine sicuri. Il voto ha registrato 39 favorevoli, 25 contrari e 8 astensioni.

Tra i Paesi inclusi figurano Bangladesh, Colombia, Egitto, Kosovo, India, Marocco e Tunisia, oltre agli Stati candidati all’ingresso nell’Unione, salvo situazioni specifiche come violenze generalizzate in contesti di conflitto armato.

I deputati della Libe hanno proposto che l’attivazione della protezione temporanea possa sospendere la designazione di uno Stato candidato come Paese sicuro.

Tra le circostanze sospensive rientrerebbero anche un tasso di riconoscimento delle domande d’asilo superiore al 20% o eventuali sanzioni economiche per violazioni dei diritti fondamentali.

Il testo prevede inoltre monitoraggi costanti sui Paesi inseriti nell’elenco, con la possibilità di sospendere la qualifica non solo a livello nazionale ma anche limitatamente ad alcune regioni.

Regole per gli Stati e procedure accelerate

Gli Stati membri potranno continuare a indicare autonomamente altri Paesi sicuri, con l’unico limite riguardante quelli sospesi dall’elenco europeo.

Potranno inoltre applicare procedure di frontiera accelerate nei confronti dei richiedenti asilo provenienti da nazionalità con un tasso di riconoscimento inferiore al 20%, sin dall’entrata in vigore degli emendamenti.

Le liste comuni e quelle nazionali potranno essere adottate già prima dell’entrata a regime della normativa prevista per giugno 2026.
Il relatore Alessandro Ciriani, eurodeputato di FdI-Ecr, ha commentato il voto con soddisfazione:

Oggi abbiamo approvato in Commissione Libe il dossier sulla lista UE dei Paesi terzi di origine sicura, di cui sono relatore, confermando il lavoro che abbiamo svolto nelle ultime settimane e segnando il primo passo concreto del percorso parlamentare su un file di grande rilevanza politica”.

Ha definito la proposta un passaggio decisivo per regole più chiare e applicabili, sottolineando la necessità di decisioni rapide che rispettino gli obblighi internazionali.

Il lavoro che abbiamo avviato deve ora trasformarsi in risultati concreti, compatibili con il quadro giuridico europeo e con i principi fondamentali che ci guidano”, ha aggiunto, auspicando un voto responsabile anche in plenaria.

La critica di Ilaria Salis e lo scontro sul diritto d’asilo

Immediate le reazioni dall’area contraria al provvedimento.

La deputata Ilaria Salis ha definito “una vergogna” l’esito della votazione, denunciando su Instagram che le norme approvate “andranno di fatto a smantellare il diritto d’asilo in Europa, ponendo le basi per un piano di deportazione di massa sul modello di Trump”.

Ha aggiunto che, secondo lei, i “fascisti” avrebbero sempre gli stessi comportamenti “da un secolo all’altro, da una parte all’altra dell’Oceano”.

Nel suo messaggio, Ilaria Salis ha anche lanciato un avvertimento ai cittadini europei sostenendo che, dopo le misure rivolte ai migranti, “domani potrebbero colpire chiunque”.

Le sue parole hanno ampliato il dibattito politico sul nuovo impianto normativo, segnalando un confronto acceso destinato a proseguire nelle prossime fasi del percorso parlamentare.