Giorgia Meloni elogiata anche dai media progressisti: “Stella emergente in Europa”
La premier italiana, Giorgia Meloni, viene descritta come decisiva nei vertici Ue su Ucraina e Mercosur, mentre la famiglia socialdemocratica appare in difficoltà e perde centralità.
Il “Momento Meloni” raccontato dalla stampa estera
Il protagonismo di Giorgia Meloni sulla scena europea trova spazio anche sui giornali esteri tradizionalmente lontani dal centrodestra.
Il quotidiano spagnolo El Pais, attraverso la sua corrispondente da Bruxelles, dedica un’analisi intitolata “Momento Meloni”, descrivendo la presidente del Consiglio come una vera “stella emergente” nei palazzi dell’Unione europea.
Secondo il giornale, mentre “la famiglia socialdemocratica è in declino”, la leader di Fratelli d’Italia avrebbe assunto un ruolo chiave nelle ultime trattative tra i capi di Stato e di governo.
In particolare, Meloni viene indicata come “chiave di volta” negli equilibri politici che hanno segnato l’ultimo vertice Ue, riuscendo a incidere su dossier centrali come il finanziamento dell’Ucraina e il futuro del trattato commerciale con il Mercosur.
Una centralità che, secondo l’analisi, non deriva solo dal peso dell’Italia, ma dalla capacità della premier di muoversi tra alleanze diverse e interessi contrapposti, senza appiattirsi sulle posizioni delle grandi capitali europee.
Ucraina, attivi russi e l’asse con Belgio e Francia
Sul tema del sostegno a Kiev, El Pais sottolinea come la posizione italiana sia stata chiara e al tempo stesso prudente.
“La posizione italiana è, al momento, un ‘mi dispiace, ma no’”, scrive il quotidiano, riferendosi al rifiuto di Roma di utilizzare gli attivi russi congelati per finanziare direttamente l’Ucraina, nonostante le pressioni provenienti da Bruxelles e Berlino.
Secondo la ricostruzione, Giorgia Meloni avrebbe sostenuto “con calcolata ambiguità” la linea del Belgio e del suo primo ministro Bart De Wever, esponente della stessa famiglia dei Conservatori e Riformisti Europei.
Allo stesso tempo, la premier si sarebbe allineata negli ultimi giorni con la Francia per tentare di rallentare l’intesa con il Mercosur, un negoziato aperto da oltre venticinque anni e ancora oggetto di forti resistenze politiche.
La cronaca evidenzia come questa doppia mossa abbia rafforzato il peso negoziale dell’Italia, collocandola in una posizione intermedia capace di influenzare gli equilibri senza esporsi frontalmente.
Nel valutare le ragioni di questa strategia, El Pais riporta il parere dell’ex diplomatico italiano Leonardo Schiavo, già consigliere per gli Affari Esteri di diversi presidenti del Consiglio europeo.
Secondo Schiavo, la prudenza sul Mercosur risponde soprattutto a “ragioni interne”, legate alla necessità di non “contrariare” gli agricoltori che fanno parte dell’elettorato della premier e i settori più conservatori.
Una scelta, dunque, che intreccia politica europea e consenso nazionale, senza rinunciare alla capacità di incidere sui tavoli internazionali.
Una leadership autonoma che non vuole più farsi guidare
Anche la linea sugli attivi russi congelati viene letta come una mossa strategica. La cronaca del quotidiano spagnolo osserva che la posizione di Giorgia Meloni appare “più discreta”, ma non meno significativa, poiché la premier sarebbe consapevole che l’utilizzo di tali fondi per prestiti a Kiev “non piace alla Casa Bianca”.
Mantenere una linea ferma, nonostante le pressioni, avrebbe quindi un valore politico preciso. Secondo Leonardo Schiavo, il messaggio lanciato da Roma è chiaro: “Meloni sta indicando che non vuole più essere guidata da altre capitali a meno che non faccia parte degli accordi”.
Una dichiarazione che sintetizza l’immagine di una leader determinata a rivendicare un ruolo autonomo dell’Italia in Europa, capace di dialogare con tutti ma pronta a difendere i propri interessi nazionali nei passaggi decisivi della politica continentale.
