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“La maggioranza si è rotta nella notte”, Schlein attacca Meloni sulla manovra e parla di spettacolo inaccettabile

La segretaria del Pd, Elly Schlein, accusa la premier su pensioni, età pensionabile e maxi-emendamento ritirato, denunciando caos nella maggioranza e scelte che colpiscono il 96% dei lavoratori.

L’attacco di Elly Schlein al Senato contro Giorgia Meloni

“Il Paese reale è ancora lì, con i suoi problemi, e se ne dovrebbe occupare perché quello che è successo in questi giorni è uno spettacolo inaccettabile”.

Con queste parole Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, apre una conferenza stampa al Senato dedicata alla legge di bilancio ancora in fase di definizione da parte della maggioranza.

L’obiettivo è Giorgia Meloni, accusata di aver perso il controllo politico sulla manovra e sulla propria coalizione.

Secondo Schlein, quanto accaduto nelle ultime ore dimostrerebbe una frattura interna all’esecutivo, in netto contrasto con l’immagine di compattezza rivendicata pubblicamente dalla premier.

“Solo due giorni fa Giorgia Meloni alla Camera faceva la spavalda contro le opposizioni sbandierando grande unità e ieri notte si è rotta la sua maggioranza”, afferma la leader dem, evocando uno scenario di instabilità che, a suo giudizio, avrebbe conseguenze dirette sui cittadini.

Al centro delle critiche c’è il capitolo pensioni, indicato come simbolo di una gestione confusa e contraddittoria della manovra economica.

Pensioni ed età pensionabile, l’accusa: “Aumenta per il 96% dei lavoratori”

Nel mirino di Elly Schlein finisce l’aumento dell’età pensionabile, che la segretaria Pd sostiene sia già previsto nel testo della manovra.

“Avete sentito il video in cui diceva: ‘non si può aumentare l’età pensionabile senza metterci la faccia’? Non ha detto una parola sull’aumento dell’età pensionabile previsto dalla sua manovra”, dichiara.

Secondo la ricostruzione della leader dem, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti avrebbe ritirato una proposta dopo le polemiche, ma il nodo resterebbe irrisolto.

“Ora, per fare chiarezza, perché credo che i cittadini meritino chiarezza, Giorgetti ha ritirato la sua proposta. Giorgetti, sfiduciato, ha ritirato la sua proposta, ma l’aumento dell’età pensionabile è già nel testo della manovra che comunque andrà al voto”.

Schlein insiste sul punto, parlando di un impatto generalizzato: “L’età pensionabile aumenta con la manovra di Giorgia Meloni per il 96% dei lavoratori, incluse le forze dell’ordine”.

Un’accusa netta, accompagnata dalla denuncia di una distanza tra gli annunci pubblici della premier e i contenuti concreti della legge di bilancio.

Maxi-emendamento, lauree e Tfr: “Mani nelle tasche degli italiani”

La segretaria del Pd affronta poi il tema del maxi-emendamento inizialmente previsto e successivamente ritirato.

“Questo non cade con il maxi-emendamento”, afferma, spiegando cosa avrebbe contenuto quel testo. “Cosa prevedeva in più questo maxi-emendamento poi ritirato?

Quello che abbiamo denunciato dal primo minuto in questi giorni, e cioè le finestre più larghe per il pensionamento anticipato”.

Schlein chiarisce: “Secondo quella proposta si aspettavano più mesi prima di poter ottenere la pensione dopo aver finito di lavorare”. A questo si aggiunge la questione del riscatto della laurea, definita una “folle proposta”:

“La folle proposta di mettere le mani nelle tasche di quegli italiani che hanno studiato e avevano già pagato per il riscatto della propria laurea, con una proposta che ha avuto il ‘merito’ di fare imbestialire tre generazioni”.

La leader dem elenca i soggetti coinvolti: “I giovani in prospettiva futura, gli anziani che sono già in pensione e quei cinquantenni che avevano già riscattato la laurea”. Secondo Schlein, anche il meccanismo del silenzio-assenso sul Tfr sarebbe stato eliminato, ma resterebbero criticità rilevanti.

Tra queste, la mancanza del rifinanziamento degli incentivi alle imprese di Transizione 4.0, necessari anche a coprire il vuoto lasciato su Transizione 5.0, definito “un pasticcio tutto fatto, cucinato e mangiato dal governo Meloni”. La conferenza stampa si chiude con una denuncia puntuale delle lacune presenti nel testo che andrà al voto.