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Stragi di mafia, scontro totale tra Gasparri e Report, “Rannucci diffonde bugie e illegalità”

Nuove indagini sui mandanti esterni delle stragi di Capaci e via D’Amelio riaccendono lo scontro politico. Maurizio Gasparri accusa Report di illegalità. La Rai replica.

Nuove indagini sulle stragi di Capaci e via D’Amelio

La trasmissione Report, tornata in onda con una nuova puntata, ha riacceso l’attenzione sulle stragi di mafia del 1992. La notizia centrale riguarda la decisione del gip di Caltanissetta, Graziella Luparello, di disporre nuovi approfondimenti investigativi nell’ambito del fascicolo sui presunti mandanti esterni degli attentati di Capaci e via D’Amelio.
Un fronte giudiziario che torna a muoversi, ma che inevitabilmente si intreccia con il terreno politico e mediatico, riaprendo uno scontro che va avanti da anni.

La replica di Report e la nota contro Gasparri

A infiammare il dibattito è stata la reazione del presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri, da sempre critico verso le ricostruzioni portate avanti dal programma di Sigfrido Ranucci.
Report ha risposto con una nota durissima:
“Il senatore Gasparri con le sue agenzie sta cercando di fermare l’inchiesta di questa sera sulle stragi di mafia. Ma Report andrà in onda regolarmente e manderà in onda gli audio rimasti per circa 20 anni segreti dove Alberto Lo Cicero, autista del boss Mariano Tullio Troia, parla della presenza di Stefano Delle Chiaie a Capaci e di sopralluoghi pochi giorni prima della strage dove è stato posto l’esplosivo”.
L’inchiesta, firmata dal giornalista Paolo Mondani, riporta al centro la cosiddetta “pista nera”, tema che continua a dividere magistratura, politica e informazione.

La controreplica di Gasparri: “Bugie e illegalità”

Immediata la controreplica di Gasparri, che ha attaccato frontalmente il programma e il suo conduttore:
“Ranucci si è andato a lamentare e i compagnucci di merenda intervengono a sua difesa. Pd, Bonelli e grillini vari”.
Secondo il senatore azzurro, la trasmissione avrebbe superato un limite:
“In primo luogo, diffondendo colloqui investigativi Ranucci, Report e la Rai commettono una illegalità. In secondo luogo, negano una verità affermata dal procuratore di Caltanissetta, De Luca, in commissione antimafia”.
Gasparri ha ribadito che quelle che definisce “piste nere” sarebbero state già smontate:
“Talune piste inventate ed alimentate da certi programmi valgono zero”.
Lo scontro è proseguito anche sui social, con l’esponente di Forza Italia deciso a non arretrare:
“Mi segnalano un post minaccioso di Ranucci nei miei confronti. Nessuna minaccia mi farà tacere e nessun post renderà vere le bugie di Report”.