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L’economista Gabriele Guzzi accusa Romano Prodi, “L’Euro? E’ stato per l’Italia un suicidio”

A ventisette anni dall’ingresso nell’euro, Gabriele Guzzi analizza il declino dell’Italia nell’Unione europea, chiamando in causa le scelte politiche avviate da Romano Prodi.

Gabriele Guzzi e l’origine dell’eurosuicidio italiano

Economista con una formazione che intreccia pensiero filosofico e analisi economica, GabrieleGuzzi ha ricoperto l’incarico di consigliere a Palazzo Chigi. Nel volume pubblicato da Fazi, “Eurosuicidio: Come l’Unione europea ha soffocato l’Italia e come possiamo salvarci”, ricostruisce il percorso che ha condotto l’Italia all’interno dell’euro, individuando in quel processo una frattura strutturale.
Il riferimento temporale è il 4 gennaio 1999, quando Romano Prodi annunciò l’ingresso nell’euro parlando di un’“Italia più forte e protagonista”. Secondo Guzzi, quel passaggio segnò invece la rinuncia alla sovranità monetaria, con effetti destinati a incidere profondamente sull’economia nazionale. “Il declino subìto dall’Italia dopo Maastricht non ha eguali nella storia. Un suicido che va ben oltre l’analisi politica”, afferma l’economista.

Italia ed Unione europea, un declino senza precedenti

Nel corso dell’analisi, Gabriele Guzzi sostiene che “il declino economico che ha vissuto l’Italia all’interno dell’Unione europea non ha paragoni nella storia del capitalismo moderno”. La crescita ridotta del Paese viene letta come conseguenza diretta dell’adesione rigorosa alle indicazioni di policy europee.
“L’Italia è cresciuta così poco perché è stata la più brava della classe, perché è stata la più europeista di tutte”, spiega, sottolineando come austerità, privatizzazioni e precarizzazione del lavoro siano state applicate in misura maggiore rispetto ad altri Stati. “Le principali fonti di domanda aggregata sono state bloccate dall’adesione al progetto europeo. Abbiamo fatto austerità più di tutti, privatizzato più di tutti, precarizzato il lavoro più di tutti”.

Crisi dell’Ue e prospettive future secondo Guzzi

Lo sguardo di Gabriele Guzzi si estende oltre i confini nazionali. “L’Eurosuicidio, per 30 anni un fenomeno principalmente italiano, ora si sta diffondendo anche ad altri grandi Paesi”, osserva, definendo la fase attuale “molto pericolosa, ma potenzialmente anche feconda e positiva”.
L’economista esprime preoccupazione per l’ampliamento delle competenze europee: “Ora dovremmo essere ancora più preoccupati, perché l’Ue sta ampliando i poteri non solo sulla moneta ma anche sull’esercito, facendo persino più danni”. Sul piano interno, aggiunge: “Io credo che in Italia oggi manchino i presupposti per una vera azione politica”.