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Uomo Gatto difende i tedofori Milano-Cortina: “Scelto per merito, esigo rispetto”

Gabriele Sbattella, noto come Uomo Gatto, replica alle critiche sui tedofori di Milano-Cortina: selezione regolare, nessun favore. Annuncia azioni legali contro offese e diffamazioni.

Polemiche sui tedofori di Milano-Cortina

Il passaggio della fiaccola olimpica di Milano-Cortina 2026 ha generato un acceso confronto pubblico dopo la scelta di includere, tra i tedofori, anche volti noti dello spettacolo e della televisione. Tra questi figura Gabriele Sbattella, conosciuto dal grande pubblico come l’Uomo Gatto del programma Sarabanda, la cui presenza ha attirato critiche legate all’esclusione di atleti olimpici di primo piano.
Secondo i detrattori, la selezione avrebbe penalizzato campioni plurimedagliati, alimentando malumori nel mondo sportivo. In questo contesto, Sbattella è diventato uno dei bersagli principali delle contestazioni, nonostante la presenza di altri personaggi noti coinvolti nella staffetta. L’ex campione del quiz televisivo ha deciso di intervenire direttamente per chiarire le modalità della sua partecipazione e respingere le accuse ricevute.

La selezione e la risposta dell’Uomo Gatto

Gabriele Sbattella ha spiegato di non aver beneficiato di alcun trattamento privilegiato. “Lo diciamo, lo sottolineiamo e lo ripetiamo: non abbiamo ricevuto alcun trattamento di favore”, ha dichiarato, ricostruendo l’iter seguito per la candidatura. Secondo quanto riferito, la selezione dei tedofori sarebbe avvenuta tramite una procedura pubblica, accessibile a chiunque attraverso un portale promosso da uno sponsor ufficiale.
La chiamata ufficiale, arrivata il 31 dicembre, avrebbe confermato la scelta sua e della moglie Elena, con cui ha sfilato durante una tappa nelle Marche, territorio di residenza della coppia, precisamente a Porto San Giorgio. “Se alcune persone sono state escluse ci dispiace, ma non ci sembra il caso di polemizzare con noi”, ha aggiunto.
Sbattella ha anche ricordato di essere stato spesso oggetto di attacchi sin dai tempi televisivi, sottolineando come episodi simili abbiano segnato il suo percorso pubblico: “È dai tempi di Sarabanda che vengo attaccato”.

Accuse di diffamazione e possibili azioni legali

Nel raccontare i giorni successivi alla staffetta, Sbattella ha parlato di un clima difficile, vissuto come ingiusto e personale. “Mi dà fastidio il fatto che fra tante persone coinvolte che non sono atleti, se la siano presa con me”, ha affermato, spiegando di essersi sentito utilizzato come capro espiatorio.
Particolarmente pesanti, secondo il diretto interessato, sarebbero stati alcuni commenti provenienti anche da conoscenti della sua stessa città. “Il gioco è bello quando è corto e a tutto c’è un limite”, ha dichiarato, annunciando di aver già affidato il materiale ai propri legali.
La posizione resta ferma: “Esigo rispetto. Mi dispiace che si scrivano certi articoli senza interpellarmi”. La partecipazione alla staffetta olimpica, ha ribadito, è stata vissuta con orgoglio e spirito sportivo, mentre le offese ricevute potrebbero ora avere conseguenze giudiziarie.