Il team Vannacci sfida il governo davanti alla Camera, “Basta cessi d’oro a Zelensky”
Flash mob dei sostenitori di Roberto Vannacci contro il decreto Ucraina: striscioni e accuse su fondi a Kiev mentre Crosetto difende gli aiuti militari in Aula.
La protesta davanti a Montecitorio mentre Crosetto parla in Aula
Una richiesta netta, pubblica e senza sfumature che mette in difficoltà la maggioranza e, in particolare, la Lega. Proprio mentre il ministro della Difesa Guido Crosetto interveniva alla Camera per sostenere il decreto Ucraina, un gruppo di manifestanti legati al generale Roberto Vannacci si è radunato davanti a Montecitorio.
Una decina di appartenenti all’associazione Mondo al contrario-Team Vannacci ha dato vita a un flash mob srotolando uno striscione con un messaggio esplicito: “Basta finanziamenti a Kiev per le armi. Le risorse per i cittadini italiani”. Una presa di posizione che arriva nel momento più delicato del dibattito parlamentare sugli aiuti militari all’Ucraina.
“Fondi ai cittadini, non al cerchio magico di Zelensky”, per Vannacci
A chiarire il senso dell’iniziativa è Marco Pomarici, che rivendica la linea del generale: “Il generale dice da sempre, con coerenza, basta ai finanziamenti a Kiev per l’acquisto di armi e noi seguiamo questo principio”.
Secondo i manifestanti, le risorse destinate all’Ucraina dovrebbero essere dirottate sulle emergenze interne: “Quei fondi destiniamoli ai cittadini italiani e alle tante urgenze del nostro Paese”. Poi l’affondo più duro, che alza ulteriormente il livello dello scontro politico: “Anche perché tanti di questi fondi sono andati a cessi d’oro e al cerchio magico di chi governa l’Ucraina”.
Parole che chiamano direttamente in causa il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e che suonano come una sfida aperta alla linea ufficiale del governo italiano.
Una grana politica per la Lega e per la maggioranza
Il flash mob evidenzia una frattura sempre più visibile all’interno della maggioranza sul dossier Ucraina. Mentre il governo difende il sostegno a Ucraina, una parte dell’area leghista spinge pubblicamente per uno stop agli aiuti militari, chiedendo una svolta netta nelle priorità di spesa.
La protesta dei sostenitori di Vannacci, arrivata nel giorno del dibattito parlamentare, assume così un valore politico che va oltre il numero dei partecipanti, trasformandosi in un segnale diretto all’esecutivo e agli alleati. Un messaggio che mette sotto pressione la Lega e rende ancora più complesso l’equilibrio interno alla coalizione di governo.
