Ucciso il rapinatore, Cruciani avverte: “Guai a indagare chi si è difeso in casa”
Il caso di Lonate Pozzolo divide l’opinione pubblica: ucciso il rapinatore Adamo Massa, il proprietario Jonathan Rivolta non è indagato, ma la tensione resta altissima.
Le dichiarazioni dei familiari del rapinatore e le nuove polemiche
Continua a far discutere quanto accaduto a Lonate Pozzolo, dove Jonathan Rivolta ha sorpreso un uomo intento a rubare nella propria abitazione e, durante una colluttazione, lo ha ucciso con una coltellata. La vittima è Adamo Massa, 37 anni, rom sinti, entrato in casa insieme ad altri due complici.
A riaccendere la polemica sono state le parole di un cugino di Adamo Massa, intervenuto nella trasmissione Ore 14 Sera. “Era lì per lavorare, lascia tre figli, non è giusto ammazzare”, ha dichiarato, negando inoltre che il proprietario di casa fosse stato aggredito:
“Non è vero che hanno picchiato il proprietario di casa, sono bugie. Adamo era un tipo normale, come tutti, era lì per lavorare come fanno tutti”.
Dichiarazioni che hanno suscitato forti reazioni, alimentando ulteriormente lo scontro pubblico sul tema della legittima difesa e sulla dinamica dell’accaduto.
Cruciani e Giordano: “Guai a indagare chi si è difeso”
Sul caso è intervenuto anche Giuseppe Cruciani, ospite della trasmissione Fuori dal coro, condotta da Mario Giordano. Cruciani ha espresso l’auspicio che Jonathan Rivolta, al momento non indagato, venga lasciato fuori da qualsiasi procedimento giudiziario.
“Che non venga in mente a qualcuno, e avete capito chi, dalle parti della magistratura, di mettere sotto indagine Jonathan!”, ha ammonito il conduttore de La Zanzara.
Cruciani ha poi aggiunto il timore di un possibile filone per eccesso di legittima difesa, ricordando casi precedenti che hanno coinvolto cittadini reagiti a furti in casa.
Sulla stessa linea Mario Giordano, che ha commentato con sarcasmo: “Per il momento non è indagato, però…”, sottolineando come il rischio di un’inchiesta non possa essere escluso a priori.
La paura di ritorsioni e l’autopsia su Adamo Massa
Nei giorni scorsi, il sindaco di Lonate Pozzolo, Elena Carraro, ha incontrato i familiari di Jonathan Rivolta, spiegando che oltre allo shock per l’accaduto vivono in uno stato di forte pressione e temono possibili ritorsioni.
La preoccupazione è legata anche a quanto avvenuto subito dopo la morte di Adamo Massa, quando alcuni familiari del 37enne hanno creato disordini all’ospedale di Magenta, dove l’uomo era stato trasportato. In quell’occasione sarebbero state divelte le porte del Pronto Soccorso.
Intanto, il 22 gennaio verrà eseguito l’esame autoptico sul corpo di Adamo Massa, che dovrà chiarire le cause esatte del decesso e valutare l’eventuale incidenza della mancanza di soccorsi immediati.
Dopo il ferimento, infatti, l’uomo non sarebbe stato assistito sul posto: i due complici lo avrebbero caricato in auto, percorrendo quasi 20 chilometri in oltre 15 minuti senza alcuna assistenza medica.
Un dettaglio centrale che potrebbe incidere sulle valutazioni finali degli inquirenti, mentre il caso di Lonate Pozzolo continua a dividere e a mantenere alta la tensione.
