“O ti inginocchi a Fratelli d’Italia o subisci ritorsioni”: il Sindaco di Bologna attacca il governo e parla di punizioni politiche
Dal palco della protesta contro gli accorpamenti scolastici, il sindaco di Bologna accusa il governo di colpire le regioni non allineate a Fratelli d’Italia.
Lepore dalla piazza: “Chi non ha la tessera di Fratelli d’Italia viene colpito”
“O ti inginocchi a Fratelli d’Italia o in questo Paese subisci ritorsioni”.
Con queste parole durissime Matteo Lepore, sindaco di Bologna, ha attaccato frontalmente il governo intervenendo da piazza Roosevelt, dove si è svolta la manifestazione indetta dai sindacati contro gli accorpamenti scolastici.
Un attacco diretto, pronunciato davanti ai palazzi di Prefettura e Questura, che ha trasformato una protesta sindacale in un atto politico contro l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni.
“Noi che non abbiamo la tessera di Fratelli d’Italia vogliamo rispetto”, ha dichiarato Lepore, chiamando in causa anche le forze dell’ordine.
“Vogliono rispetto le forze dell’ordine che non hanno la tessera di FdI”, ha aggiunto, lasciando intendere che, secondo la sua lettura, le scelte del governo non sarebbero neutrali ma condizionate dall’appartenenza politica dei territori amministrati.
Stop su Città 30 e mense scolastiche, Lepore parla di segnali politici
Negli ultimi giorni l’amministrazione comunale di Bologna ha incassato due stop rilevanti.
Il primo riguarda Città 30, il progetto simbolo della giunta, bloccato dal Tar dopo l’esposto presentato da un tassista.
Il secondo colpo è arrivato sull’appalto delle mense scolastiche, fermato dall’Autorità Nazionale Anticorruzione.
Due decisioni che, secondo Lepore, non sarebbero episodi isolati ma parte di un quadro più ampio.
Il sindaco ha infatti sostenuto che altre difficoltà sarebbero già all’orizzonte, a partire dal trasporto pubblico locale.
“Sul trasporto pubblico avremo gli stessi problemi”, ha affermato, spiegando che il contratto nazionale non verrebbe rifinanziato e lasciando intendere che i tagli colpirebbero selettivamente alcune città.
“Vedremo quali città non saranno finanziate dal governo”, ha detto, evocando uno scenario di scelte punitive nei confronti delle amministrazioni non allineate politicamente.
“La scuola è la vera emergenza sociale”, l’affondo contro i tagli
Nel suo intervento, Lepore ha concentrato l’attacco soprattutto sul tema dell’istruzione.
“Oggi la scuola è la più grande questione sociale che abbiamo nel nostro Paese”, ha dichiarato, accusando il governo di operare tagli che ricadrebbero direttamente su studenti e famiglie.
“Non possiamo permetterci di fare tagli sulla scuola pubblica, perché altrimenti stiamo dicendo ai ragazzi e alle loro famiglie che d’ora in poi se la dovranno cavare da soli”, ha proseguito.
Secondo il sindaco di Bologna, il ruolo della scuola dovrebbe essere quello dell’inclusione e non della selezione, e per questo sarebbe necessario investire, non ridurre le risorse.
“Questo governo si deve assumere la responsabilità di dire quello che sta succedendo”, ha insistito Lepore, parlando apertamente di tagli alla spesa sociale.
“Si sta colpendo chi non si inginocchia a un partito politico. Lo sappiamo tutti, ma non lo dice nessuno”, ha concluso, rilanciando uno scontro politico che promette di allargarsi ben oltre la piazza bolognese.
