Dall’America a Milano-Cortina, Piantedosi spegne l’allarme, “Forze speciali Usa mai in Italia”
Un agente federale apre il fuoco durante un’operazione anti immigrazione: un uomo di 51 anni muore in strada, esplodono le polemiche politiche e sociali negli Stati Uniti.
Sparatoria durante un blitz anti immigrati, Ice sotto accusa dopo l’uccisione di un uomo
L’Ice, la forza speciale voluta da Donald Trump contro l’immigrazione clandestina, torna al centro delle polemiche negli Stati Uniti.
Un agente federale ha sparato e ucciso un uomo durante un’operazione a Minneapolis, come ha confermato il capo della polizia Brian O’Hara al Minnesota Star Tribune.
Secondo Cbs News, che cita documenti ospedalieri ottenuti dall’Associated Press, la vittima aveva 51 anni.
L’episodio si è verificato nella zona sud della città, tra Nicollet Avenue e 27th Street, durante un intervento che, secondo il Dipartimento della Sicurezza Interna, era mirato all’arresto di un immigrato clandestino ricercato per aggressione violenta.
L’uomo, secondo la versione ufficiale, sarebbe stato armato, ma la dinamica della sparatoria ha immediatamente acceso lo scontro politico e mediatico.
I video sui social e l’accusa del governatore: “Un’altra orribile sparatoria”
Le immagini dell’intervento hanno iniziato a circolare rapidamente sui social network.
I filmati mostrano un gruppo di agenti che tenta di immobilizzare un uomo su un marciapiede.
Mentre il soggetto è a terra, apparentemente coinvolto in una colluttazione, si sente un rumore che potrebbe essere quello di un colpo d’arma da fuoco.
Subito dopo, secondo le immagini, un agente spara a ripetizione. L’uomo resta immobile sull’asfalto.
La reazione politica non si è fatta attendere.
Il governatore del Minnesota, Tim Walz, ha scritto su X: “Ho appena parlato con la Casa Bianca dopo un’altra orribile sparatoria da parte di agenti federali questa mattina”.
Parole che hanno alimentato ulteriormente le critiche contro l’Ice e contro le politiche di sicurezza legate all’immigrazione.
La versione ufficiale e il caso Ice che travalica gli Usa
Il Dipartimento della Sicurezza Interna ha diffuso una nota per difendere l’operato degli agenti.
“In un’operazione mirata a Minneapolis contro un immigrato clandestino ricercato per aggressione violenta, un individuo si è avvicinato agli agenti della pattuglia di frontiera con una pistola semiautomatica da 9 mm”, si legge nel comunicato, accompagnato dalla foto dell’arma.
Una ricostruzione che non ha placato le polemiche, soprattutto alla luce dei video che mostrerebbero una raffica di colpi esplosi mentre l’uomo era già a terra.
Il caso ha avuto eco anche fuori dagli Stati Uniti.
In Italia, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi è intervenuto per smentire qualsiasi coinvolgimento dell’Ice nella sicurezza delle Olimpiadi di Milano-Cortina.
“Questo non mi risulta per la verità”, ha chiarito Piantedosi, spiegando che il coordinamento della sicurezza resta in capo alle autorità nazionali e che eventuali apparati stranieri operano solo a tutela delle proprie delegazioni.
La vicenda di Minneapolis resta però un nuovo detonatore politico negli Stati Uniti, dove l’uso della forza da parte degli agenti federali e le politiche migratorie continuano a spaccare l’opinione pubblica.
