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La volta buona, Fabiana Sera racconta l’offesa ricevuta cercando una taglia 48: “Se le piace mangiare non è colpa nostra”

Fabiana Sera racconta un episodio di body shaming vissuto cercando una taglia 48 online, tra frasi offensive, ricordi della malattia e un percorso personale ancora in terapia.

Fabiana Sera vittima di body shaming durante un acquisto online

La speaker radiofonica Fabiana Sera ha raccontato pubblicamente di essere stata vittima di body shaming in seguito a un episodio avvenuto mentre cercava un cappotto su un sito di abbigliamento.
La vicenda è stata resa nota durante la sua partecipazione al programma televisivo La Volta Buona, nella puntata andata in onda il 28 gennaio.
Sera ha spiegato di aver individuato un cappotto di suo interesse, ma di aver notato che le taglie disponibili arrivavano soltanto fino alla 44. Cercando una 48, ha deciso di contattare l’assistenza del sito per chiedere informazioni.
Dopo uno scambio iniziale di messaggi, la risposta ricevuta ha assunto toni offensivi, trasformando una semplice richiesta in un’esperienza dolorosa e destabilizzante.

La risposta offensiva e il peso delle parole

Nel corso del racconto, la Sera ha riportato testualmente il messaggio ricevuto: “Signora, se lei è 48 e le piace mangiare non è colpa nostra”.
Una frase che, secondo quanto spiegato dalla speaker, ha avuto un impatto profondo, soprattutto alla luce del suo passato personale.
Sera ha raccontato di aver sofferto di bulimia e di aver intrapreso un lungo percorso psicologico per uscire da quella condizione.
“Ho curato tantissimo la mia psiche per uscire da questo tunnel”, ha spiegato, aggiungendo di avere 47 anni e una struttura fisica robusta, con spalle larghe.
Il messaggio ricevuto ha riaperto ferite mai del tutto rimarginate, portandola a interrogarsi sul senso di colpa associato al proprio corpo e al rapporto con il cibo.
Dopo aver tentato di chiedere spiegazioni, ha scoperto di essere stata bloccata sui profili social del brand.

La scelta legale e il rapporto con il corpo oggi

In seguito all’episodio, la Sera ha deciso di tutelarsi rivolgendosi a un legale.
“Mi hanno detto che questa è violenza psicologica e body shaming. Non ho querelato, ho fatto una diffida”, ha spiegato, chiarendo di aver scelto una strada formale ma non giudiziaria.
Il rapporto con il proprio corpo, tuttavia, resta complesso. La speaker ha raccontato di aver perso 27 chili in dieci mesi a causa di un problema alla tiroide e di non riconoscersi più fisicamente.
Per tutta la vita, ha aggiunto, è stata bersaglio di prese in giro e bullismo legati al peso.
“Oggi sto affrontando tutto in terapia”, ha dichiarato, spiegando che il percorso di accettazione personale è ancora in corso e richiede tempo, consapevolezza e supporto professionale.