Sicurezza, “Provvedimenti duri o caos”: Cruciani scuote Dritto e Rovescio
A Dritto e Rovescio Giuseppe Cruciani invoca repressione dopo Rogoredo, difende l’agente indagato e accusa la sinistra di bloccare leggi dure sulla sicurezza.
Rogoredo e la difesa dell’agente
Nel corso di Dritto e Rovescio su Rete 4, Giuseppe Cruciani strappa l’applauso del pubblico affrontando il caso di Rogoredo. Un poliziotto, minacciato da un uomo con una pistola poi rivelatasi a salve, ha sparato uccidendolo ed è ora indagato per omicidio volontario. Per Giuseppe Cruciani il punto è netto: “Ci vuole la repressione!”. Il conduttore de La Zanzara sostiene che l’agente abbia reagito a una minaccia reale, impossibile da valutare nell’immediato, e che l’indagine rappresenti una stortura che scoraggia chi opera sul campo.
“Senza mano dura lo Stato perde autorità”
L’affondo di Giuseppe Cruciani si allarga al quadro generale. “Quando qualcuno prova a mettere pene più dure, quando qualcuno prova a dire ‘diamo una stretta sulle espulsioni’, la sinistra dice sempre no per il pericolo dell’autoritarismo”, afferma. Poi cita un episodio dal Veneto: “Calci e pugni ai carabinieri, dopo poche ore è già libero. Era un trentasettenne nigeriano spacciatore”. Per Giuseppe Cruciani, senza provvedimenti duri “la gente continua a impazzare nelle strade italiane”, perché la percezione è che le conseguenze siano minime o nulle.
Lo scontro in studio: repressione contro garantismo
Il confronto si accende con Matteo Pucciarelli, che ribatte: “La sinistra è all’opposizione, può dire quello che vuole”. Ma Susanna Ceccardi replica: “Il problema è che a Rogoredo è indagato il poliziotto!”. Matteo Pucciarelli ribalta: “È anche a sua tutela e di tutti i cittadini. Avete già fatto la sentenza, non è un tribunale questo!”. In studio Paolo Del Debbio modera uno scontro che fotografa una frattura profonda tra richiesta di repressione e richiamo al garantismo.
