Feltri: “Poliziotto massacrato a Torino e aggressori già liberi, questa è una vergogna”
Vittorio Feltri commenta gli scontri di Torino: un agente colpito alle spalle e massacrato durante una manifestazione, mentre gli aggressori tornano subito in libertà.
“Un’azione bestiale contro un servitore dello Stato”
Le dichiarazioni di Vittorio Feltri sono durissime. Commentando quanto accaduto a Torino, Feltri parla senza mezzi termini di una “scena mostruosa”: un poliziotto aggredito alle spalle e picchiato a sangue a margine di una manifestazione. Un attacco improvviso, vile, che secondo il giornalista non può essere derubricato a incidente o a eccesso di piazza.
“Un’azione bestiale”, la definisce Feltri, sottolineando come l’agente, brutalmente malmenato, sia finito in ospedale mentre chi lo ha colpito ha già riacquistato la libertà.
Il rovesciamento che indigna
Nel giudizio di Feltri, il punto più grave non è soltanto la violenza in sé, ma il rovesciamento del destino tra vittima e aggressori. Da una parte un servitore dello Stato ferito, costretto alle cure ospedaliere; dall’altra, gli autori del pestaggio che tornano subito a casa, come se nulla fosse. Una dinamica che, secondo il giornalista, alimenta un senso di impunità e manda un messaggio devastante a chi indossa una divisa.
Feltri insiste sul fatto che episodi del genere non sono frutto del caso, ma il risultato di un clima che tende a giustificare o minimizzare la violenza quando colpisce le forze dell’ordine.
“Così si umilia lo Stato”
Il commento si chiude con una condanna netta. Per Vittorio Feltri, quanto visto a Torino rappresenta un’umiliazione per lo Stato e per chi è chiamato a garantirne l’autorità nelle strade. L’immagine di un poliziotto massacrato e di aggressori già liberi diventa, nelle sue parole, il simbolo di un sistema che fatica a difendere chi lo rappresenta. Una scena che, conclude Feltri, non può essere archiviata come un fatto marginale, ma va letta per ciò che è: un segnale allarmante per l’ordine pubblico e per la credibilità delle istituzioni.