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Meloni a Diritto e Rovescio: “Basta immigrati con più diritti degli italiani”

Giorgia Meloni difende il decreto sicurezza dopo Torino, critica parte della magistratura e accusa il Pd di ostruzionismo. “Più diritti agli italiani, fine delle distorsioni del sistema”.

Torino e sicurezza, l’affondo della premier

Ospite di Diritto e Rovescio su Rete 4, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha commentato l’approvazione del nuovo pacchetto sicurezza partendo dalle violenze avvenute a Torino durante il corteo pro Askatasuna. Alla domanda iniziale del conduttore Paolo Del Debbio su come stesse, la premier ha risposto con una battuta: “Ancora viva, grazie, lei?”.
Subito dopo, Meloni ha espresso forte indignazione per la scarcerazione dei manifestanti legati al centro sociale coinvolti nell’aggressione ai poliziotti. Ha parlato apertamente di “doppiopesismo” da parte di una componente della magistratura, sostenendo che questo approccio renda più difficile garantire sicurezza ai cittadini e vanifichi l’efficacia delle misure adottate dal governo. In questo quadro, ha spiegato, il nuovo decreto e il referendum sulla giustizia mirano a correggere “gravi storture del sistema italiano”.

Immigrazione, diritti e forze dell’ordine

Entrando nel merito dei provvedimenti, Meloni ha rivendicato una modifica significativa in tema di immigrazione: “Se io espello un immigrato e lui mi fa ricorso, io gli devo pure pagare l’avvocato indipendentemente dalla verifica della sua reale situazione economica. Con il provvedimento di oggi abbiamo abolito questo automatismo”. La premier ha chiarito il principio: “Non esiste che un immigrato abbia addirittura più diritti di un italiano”.
Sul fronte politico, l’attacco è rivolto al Partito Democratico. “Sono contenta che la sinistra abbia scoperto il tema della sicurezza”, ha detto Meloni, ricordando come per anni il problema fosse stato negato e liquidato come propaganda della destra. Ha poi aggiunto che chi “non è disposto neanche a votare una risoluzione per chiedere più risorse per le forze dell’ordine” non può dare lezioni sul tema, accusando il Pd di aver fatto “sempre ostruzionismo”.

Coltelli, riforma della giustizia e stoccata finale

Nel decreto sicurezza trovano spazio anche misure sulle armi bianche, sull’onda del recente omicidio di uno studente a La Spezia. Meloni ha spiegato che “se esci di casa senza un giustificato motivo con una lama più lunga di 8 centimetri, rischi il carcere fino a tre anni”, mentre per i coltelli concepiti per offendere, come quelli a scatto, “non esiste giustificato motivo”.
In chiusura, la premier ha replicato alle accuse di autoritarismo e al richiamo al fascismo: “Quando la sinistra tira fuori il jolly del fascismo vuol dire che è abbastanza disperata”. Ha quindi difeso la riforma della giustizia come intervento “di buon senso”, elencandone i cardini: separazione delle carriere, sorteggio dei componenti del Csm per superare il sistema delle correnti e istituzione dell’Alta corte disciplinare. “Un giudice che sbaglia sarà finalmente giudicato da un organismo terzo”, ha concluso, indicando l’obiettivo di rafforzare il merito e l’autonomia reale della magistratura.