Sondaggi 2026, Meloni vola, Schlein stabile, M5S giù, Vannacci sale al 2%
Futuro Nazionale debutta al 2%, sotto la soglia di sbarramento nei sondaggi, ma la fiducia personale in Roberto Vannacci raggiunge il 23% e agita il centrodestra.
Il debutto di Futuro Nazionale e i nuovi rapporti di forza nei sondaggi
L’ultimo sondaggio dell’Istituto Piepoli fotografa l’impatto del nuovo soggetto politico Futuro Nazionale, nato dallo strappo di Roberto Vannacci con la Lega.
Al momento, il movimento si attesta al 2%, dunque sotto la soglia di sbarramento nazionale fissata al 3%, ma il dato politico rilevante non è tanto il consenso immediato quanto il potenziale di crescita.
Nel quadro generale, Fratelli d’Italia si conferma primo partito con il 31,5%, seguito dal Partito Democratico al 21,5%. Terza forza resta il Movimento 5 Stelle al 12%.
Seguono Forza Italia al 9%, la Lega al 7%, in calo di un punto, e Alleanza Verdi e Sinistra al 6%. Italia Viva e Azione sono entrambe al 3%, mentre Noi Moderati, Più Europa e Partito Liberaldemocratico si fermano all’1,5%. In questo scenario, Futuro Nazionale si colloca appena sopra i partiti minori, ma già davanti a diverse sigle consolidate.
La fiducia personale in Vannacci e il bacino potenziale
Il dato che più colpisce riguarda la fiducia personale nel generale. Secondo il sondaggio, il 23% degli italiani dichiara di avere fiducia in Vannacci, una percentuale nettamente superiore al consenso attuale del suo partito.
L’analisi del bacino potenziale indica che Futuro Nazionale potrebbe arrivare fino al 7%, intercettando una parte significativa dell’elettorato.
Sarebbe disposto a votare il nuovo movimento il 37% degli elettori di centrodestra, con punte del 35% tra chi vota Fratelli d’Italia, del 39% tra gli elettori di Forza Italia e addirittura del 45% tra quelli della Lega.
Il richiamo di Vannacci non si ferma però al perimetro del centrodestra. Il 13% degli elettori di centrosinistra e il 9% di quelli del Movimento 5 Stelle dichiarano che potrebbero considerare il voto a Futuro Nazionale. Un dato che suggerisce un profilo trasversale, capace di pescare consenso oltre gli schieramenti tradizionali.
Sicurezza, piazze e leadership: cosa preoccupa gli italiani
Il sondaggio affronta anche il tema delle tensioni sociali. Il 72% degli italiani si dice preoccupato per il rischio di violenze durante le manifestazioni di piazza. La percentuale sale all’87% tra gli elettori di centrodestra, scende al 53% tra quelli di centrosinistra e si attesta al 68% tra gli elettori del Movimento 5 Stelle.
Di conseguenza, il 61% degli intervistati è favorevole all’introduzione di nuove misure di sicurezza per le proteste future, con un consenso confermato dall’80% degli elettori di centrodestra e dal 44% sia tra centrosinistra sia tra i pentastellati.
Cresce intanto anche la fiducia nella presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che raggiunge il 45%, in aumento di un punto.
Sul piano internazionale, emerge però una richiesta diffusa: il 76% degli italiani ritiene che Meloni dovrebbe assumere una posizione più critica nei confronti del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Una richiesta condivisa dal 63% degli elettori di centrodestra, dal 96% di quelli di centrosinistra e dal 91% degli elettori del Movimento 5 Stelle.
