Legittima difesa, Cruciani: “Chi entra in casa tua deve sapere che puoi difenderti”
Giuseppe Cruciani a Varese presenta il libro e critica politicamente corretto, antifascismo e limiti alla libertà di parola, parlando anche di sicurezza e legittima difesa.
Giuseppe Cruciani a Varese: libertà e ipocrisia al centro dell’incontro
Un confronto diretto, senza toni concilianti e in linea con lo stile che lo contraddistingue. Alla libreria Mondadori di Varese, il giornalista e conduttore radiofonico Giuseppe Cruciani, voce storica de “La Zanzara”, ha presentato il suo libro dialogando con la giornalista Stefania Bardelli, in un incontro moderato dal direttore de La Prealpina, Silvestro Pascarella.
Fin dalle prime battute, Giuseppe Cruciani ha affrontato il tema dell’ipocrisia nella società e nella politica italiana. “Predicare bene e razzolare male è una costante della politica e della società italiana. Tutti noi, in minima parte, per campare dobbiamo adottare una piccola dose di ipocrisia. Se dicessimo sempre il 100% di quello che pensiamo sarebbe un disastro”, ha spiegato.
Al centro del dibattito anche il politicamente corretto e il ruolo dell’antifascismo nel dibattito pubblico. “Il fascismo oggi è un tema inesistente. Non rappresenta un pericolo reale. Spesso quelli che si proclamano antifascisti sono i più intolleranti, perché non vogliono far parlare chi la pensa diversamente”, ha affermato il conduttore.
Sale negate e clausole antifasciste: il caso Varese
La discussione si è poi spostata su alcuni episodi avvenuti proprio a Varese. Silvestro Pascarella ha ricordato un caso personale: “Mi fu impedito di fare la presentazione di un libro dedicato a un giovane della destra varesina morto a 24 anni. Il giorno dopo scrissi che qualcuno avrebbe dovuto chiedere scusa, non per una questione politica ma per rispetto verso la storia di un ragazzo”.
Sullo stesso tema è intervenuta Stefania Bardelli, raccontando le difficoltà incontrate per organizzare un altro evento: “Non mi rispondevano al telefono. Alla fine siamo andati a Brinzio”, ha detto, riferendosi alla presentazione di un libro del tenente colonnello Fabio Filomeni.
A quel punto, Giuseppe Cruciani ha preso posizione sulle cosiddette clausole antifasciste richieste da alcune amministrazioni locali per l’utilizzo di spazi pubblici. “Far firmare una dichiarazione di antifascismo per affittare una sala è una roba fascista. Se ho diritto a uno spazio pubblico, lo devo poter usare a prescindere dalle mie idee. Il fascismo è nei fatti, non nelle parole”.
Vent’anni di Zanzara e il dibattito su sicurezza e legittima difesa
Durante l’incontro non è mancato un passaggio sui vent’anni de “La Zanzara”, il programma radiofonico che ha costruito il successo di Giuseppe Cruciani. Il conduttore ha sottolineato come, a suo giudizio, gli spazi di espressione oggi siano più ampi rispetto al passato. “Gli spazi di libertà oggi si sono ampliati. Chi dice che si stava meglio prima non ha vissuto gli anni in cui l’unica possibilità di comunicare era entrare in un giornale o in una tv nazionale. Oggi abbiamo strumenti enormi”.
Secondo Cruciani, la radio si è trasformata in un contenitore capace di vivere anche attraverso i social e le piattaforme digitali, con contenuti pensati per essere riascoltati nel tempo e non legati solo all’attualità del momento.
Tra gli argomenti affrontati anche la sicurezza e la legittima difesa, con riferimento a un recente caso di cronaca nel territorio varesino. Il giornalista ha spiegato il criterio seguito nel suo lavoro: dare spazio a posizioni opposte, anche molto distanti. “La polarizzazione esiste nella realtà. C’è chi appoggia senza riserve chi si difende in casa e chi invece ritiene che la legittima difesa abbia limiti molto chiari. Raccontare entrambe le posizioni significa fotografare quello che accade nel Paese”.