Palamara contro Gratteri: “Non è facile essere Procuratore e frontman del No”
Nel dibattito sul referendum sulla Giustizia interviene anche Luca Palamara, ex magistrato ed ex componente del Csm, autore del libro Il sistema scritto con Alessandro Sallusti, nel quale aveva denunciato le dinamiche interne alla magistratura.
Palamara: “Non è facile essere Procuratore e frontman del No”
Intervistato da Libero, Luca Palamara ha commentato le parole del procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri, che nei giorni scorsi aveva affermato che voteranno No le persone perbene e Sì le persone “permale”.
Secondo Palamara, le dichiarazioni riflettono un clima di tensione crescente attorno al referendum del 22 e 23 marzo.
“Le parole del Procuratore, successivamente ridimensionate, rivelano un clima di forte tensione. Conciliare il duplice ruolo di Procuratore della Repubblica di un ufficio giudiziario importante come quello di Napoli e di frontman del No non è assolutamente facile…”.
L’ex magistrato ha richiamato il principio di imparzialità, sottolineando che quando si affrontano riforme ordinamentali il confronto non può trasformarsi in uno scontro etico tra “buoni” e “cattivi”.
“Quando si parla di referendum e di scelte ordinamentali, non si può trasformare il confronto in una contrapposizione etica tra chi sarebbe dalla parte della legalità e chi, votando in modo diverso, verrebbe accostato a interessi criminali”.
Il richiamo alla neutralità e al ruolo istituzionale
Palamara ha ribadito che il voto referendario è espressione della sovranità popolare e che chi ricopre incarichi apicali deve valutare con attenzione il peso delle proprie parole.
“In una democrazia costituzionale il voto è espressione della sovranità popolare. In via generale, un magistrato, soprattutto se ricopre un ruolo apicale, deve valutare con attenzione l’impatto delle proprie dichiarazioni sull’immagine di imparzialità dell’ufficio che rappresenta. Il dibattito può essere anche acceso, ma non dovrebbe mai scivolare nella delegittimazione morale dell’avversario”.
Il riferimento è ai principi di imparzialità, correttezza, riserbo ed equilibrio previsti dal codice deontologico della magistratura.
Le parole di Nordio e il nodo delle correnti
Nel corso dell’intervista, Luca Palamara ha commentato anche le recenti dichiarazioni del ministro della Giustizia Carlo Nordio, che ha parlato di un “sistema para-mafioso” in riferimento al funzionamento del Csm.
“Il linguaggio del ministro è indubbiamente molto forte e risente di un’escalation di toni che negli ultimi mesi ha coinvolto entrambi gli schieramenti. Se una riforma viene descritta come un favore alla mafia o come un tentativo di controllo politico sulla magistratura, è inevitabile che il livello dello scontro salga”.
Tuttavia, Palamara ha invitato a leggere quelle parole oltre la retorica.
“Depurando le parole dagli eccessi retorici, credo che il ministro abbia voluto fotografare un disagio reale. Il punto non è l’iscrizione formale all’Anm, che resta un’associazione legittima e rappresentativa. Il nodo è il peso che, nel tempo, hanno assunto le correnti nell’orientare le scelte del Csm”.
