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Tommaso Cerno durissimo: “A Rogoredo il delinquente peggiore era quello in divisa”

Tommaso Cerno durissimo sul caso Rogoredo: “Un criminale travestito da Stato va punito più degli altri”. Difende lo scudo per gli agenti onesti.

“Il più pericoloso era quello travestito da Stato”

Sul caso di Rogoredo, interviene con parole nette Tommaso Cerno.

“Nello scontro tra due criminali, di cui uno portava la divisa, il delinquente più pericoloso era quello travestito da Stato. E va punito con una pena maggiore di un criminale in abiti civili”.

Una posizione che distingue tra la responsabilità individuale e il ruolo dell’istituzione.

Secondo Cerno, quando chi indossa una divisa tradisce il proprio mandato, il danno è doppio: giuridico e simbolico.

“La legge è uguale per tutti, ma in un Paese dove troppi poliziotti e carabinieri sono sotto processo per avere fatto il proprio dovere, chi non lo fa compie un reato contro tutti noi”.

Parole che ribadiscono la necessità di accertare le responsabilità, ma senza estendere il giudizio all’intero corpo delle forze dell’ordine.

“Strumentale usare questo caso contro lo scudo penale”

Nel suo intervento, Cerno sottolinea anche la rapidità con cui la polizia ha ricostruito i fatti.

“La polizia ha accertato in pochi giorni la vera dinamica di quanto accaduto a quel pusher. Una dinamica che fa arrabbiare, provare vergogna, perché coinvolge un’istituzione che protegge i cittadini e serve il Paese”.

Da qui la critica a chi utilizza l’episodio per mettere in discussione le tutele per gli agenti.

“Utilizzare questo episodio per negare ai poliziotti onesti, cioè la stragrande maggioranza, che rischiano la vita ogni giorno, una protezione da accuse e processi legati all’esercizio delle proprie funzioni è strumentale e grave quanto i reati di cui stiamo parlando”.

Il riferimento è allo scudo penale per gli operatori della sicurezza, oggetto di dibattito politico nelle ultime settimane.

“Chi attacca lo scudo forse protegge i delinquenti”

Il commento si chiude con un passaggio ancora più critico verso una parte del dibattito pubblico.

“Per quel poco che può consolarci, da cittadino mi fa bene sapere che un criminale travestito da poliziotto finisca a processo o in carcere velocemente. A differenza del clandestino con 23 condanne liberato dai giudici e risarcito a spese degli italiani pochi giorni fa”.

E ancora:

“Mi viene il dubbio che chi oggi mette in discussione lo scudo penale per gli agenti della pubblica sicurezza lo faccia per proteggere clandestini e delinquenti. E non per un senso di equità o di uguaglianza davanti alla legge”.