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Ignazio La Russa cita Giorgio Almirante: “Doppia severità se sbaglia un poliziotto”

Di fronte alla vicenda di Rogoredo, il presidente del Senato Ignazio La Russa richiama la “doppia severità” evocata in passato da Giorgio Almirante per chi tradisce una fiducia considerata inviolabile.

Intervistato a Radio anch’io su Radio Uno Rai, La Russa ha spiegato di non aver voluto rilasciare dichiarazioni immediate, pur dichiarandosi da sempre vicino alle forze dell’ordine.

«Io da penalista non ho fatto nessuna dichiarazione in questa occasione, pur essendo uno che sta sempre dalla parte delle forze dell’ordine, perché le circostanze avevano necessità di essere approfondite».

“Se fosse vero, doppia severità”

Entrando nel merito, il presidente del Senato ha chiarito che, qualora le accuse fossero confermate, sarebbe necessaria una risposta esemplare.

«Se fosse vera l’accusa che viene mossa al poliziotto, e non ho motivo di dubitare che la Procura si stia muovendo sulla base di dati abbastanza certi, io mi rifarei a Giorgio Almirante».

Richiamando una celebre frase dell’ex segretario del Msi, ha ricordato:

«Ai tempi del terrorismo diceva: “Se il terrorista è uno di sinistra chiedo la pena di morte, se per caso, e ce n’erano, il terrorista è uno di destra chiedo una doppia pena di morte”».

Una formula, ha precisato, impossibile da applicare letteralmente, ma utile “per dare bene l’idea”.

«Io chiedo una grande severità verso i delinquenti, una doppia severità quando a commettere un reato così grave, semmai fosse vero, è un poliziotto».

“Perseguire i banditi fino in fondo”

La Russa ha però aggiunto una condizione:

«Chiedo una pena doppia per un poliziotto a patto che si dia la pena giusta per il bandito. Non vorrei invece che qui si parlasse tanto di stato di Polizia e ad essere perseguiti siano i poliziotti e non invece i banditi».

Il richiamo è alla necessità di colpire chi viola la legge in modo sistematico, senza squilibri.

«Perseguiamo i banditi fino in fondo. Se un poliziotto sbaglia in maniera grave ancora più severi, ma senza dimenticare che la legge deve colpire pesantemente chi la viola sistematicamente».

Referendum e Ucraina: “Pace giusta, non punitiva”

Nel corso dell’intervista, il presidente del Senato ha affrontato anche il tema del referendum sulla giustizia, spiegandolo in termini semplici: separazione delle carriere e sorteggio al Csm.

«Piace, si vota Sì. Non piace, si vota No. Tutto il resto crea confusione».

Infine, un pensiero ai quattro anni dall’invasione russa dell’Ucraina.

«È un tempo infinito e soprattutto un tempo che non era previsto da parte dell’aggressore».

Secondo La Russa, la resistenza di Kiev rappresenta una sconfitta per Mosca e la pace dovrà essere “giusta, non punitiva per l’Ucraina”.