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Torino: “Restituite il bonus, il nido non è a norma”, poi sbeffeggia i genitori: “Fidarsi è bene”, il messaggio scatena la rivolta, poi l’Inps chiede scusa

A Torino famiglie sotto shock: bonus Nido da restituire per asilo irregolare, polemica sul messaggio Inps. Poi la svolta: stop ai rimborsi.

Il caso è esploso all’improvviso, lasciando decine di famiglie tra paura e incredulità: prima la richiesta di restituire migliaia di euro, poi un messaggio ritenuto offensivo, infine il dietrofront dell’Inps.

Bonus Nido a Torino, famiglie nel caos dopo la chiusura dell’asilo

Tutto è iniziato a Torino, dove l’asilo privato “Nuovo Mondo” è stato chiuso con un provvedimento del Comune nel novembre 2025, dopo verifiche che hanno accertato l’assenza delle necessarie autorizzazioni e gravi irregolarità igienico-sanitarie.

La chiusura è arrivata senza preavviso, lasciando numerosi bambini senza struttura da frequentare e i genitori costretti a trovare soluzioni alternative nel pieno dell’anno educativo. Una situazione complessa, aggravata dal fatto che molte famiglie avevano già versato le rette e organizzato la gestione lavorativa sulla base di quel servizio.

Secondo le testimonianze raccolte, le famiglie coinvolte inizialmente erano una quindicina, ma il numero è cresciuto con il passare delle settimane. In molti casi, trovare un nuovo posto in un altro nido si è rivelato quasi impossibile.

La vicenda ha sollevato anche interrogativi sul ruolo degli enti locali. Già nel 2018, infatti, erano state rilevate irregolarità nella struttura, con l’invito a mettersi in regola. Tuttavia, per anni non sono stati adottati ulteriori provvedimenti, fino all’intervento improvviso dell’autunno 2025.

Richieste di rimborso e proteste: “Non potevamo saperlo”

Il colpo più duro è arrivato all’inizio del 2026. Molti genitori hanno ricevuto comunicazioni dall’Inps con la richiesta di restituire il bonus Nido percepito negli anni, perché la struttura frequentata non risultava regolarmente autorizzata.

Le cifre erano rilevanti: da circa 2.500 euro fino a oltre 10mila euro nei casi di frequenza pluriennale. Una richiesta che ha generato forte preoccupazione tra famiglie con Isee medio-basso, per le quali il contributo rappresenta un sostegno essenziale.

La contestazione principale riguardava l’impossibilità di verificare autonomamente la regolarità della struttura. Non esiste infatti un’anagrafe nazionale pubblica degli asili autorizzati, e l’Inps effettua controlli solo successivamente all’erogazione del beneficio.

Un genitore ha spiegato che inizialmente l’Istituto aveva sospeso i pagamenti, parlando di una situazione temporanea legata alla verifica dei codici autorizzativi. Poi, però, la chiusura definitiva del nido e le richieste di restituzione hanno cambiato radicalmente lo scenario.

La polemica sul messaggio Inps e la svolta finale

A far esplodere ulteriormente la tensione è stato il caso di una madre che, chiedendo chiarimenti tramite i canali ufficiali, ha ricevuto una risposta ritenuta inappropriata.

Nel messaggio si leggeva:
“Un vecchio adagio afferma che ‘fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio’ quindi anche un richiedente che si fonda su ‘sentito dire’ sarebbe opportuno prenda le misure per non restare gabbato”.
E ancora: “Si dice anche che meglio informarsi prima per non restare male dopo”.

La donna ha definito la risposta incomprensibile, sottolineando l’impossibilità per i genitori di effettuare verifiche tecniche sulle autorizzazioni delle strutture.

Dopo la segnalazione pubblica del caso, l’Inps ha preso le distanze dal contenuto del messaggio, chiarendo che “non rispecchia assolutamente lo standard delle sue comunicazioni” e presentando le proprie scuse.

Contestualmente è arrivata la decisione più attesa: l’Istituto, valutando la buona fede delle famiglie e gli aspetti giuridici della vicenda, ha stabilito di non procedere al recupero delle somme già erogate.

La vicenda si chiude quindi senza richieste di restituzione, ma resta aperto il tema delle responsabilità amministrative e dei controlli sulle strutture educative per la prima infanzia.