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Sal Da Vinci sotto attacco dopo Sanremo: l’avvocato avverte: “Se diventano offese, pronti alle vie legali”

Dopo la vittoria di Sal Da Vinci a Sanremo 2026 con “Per sempre sì”, continuano polemiche e critiche. Il legale dell’artista: “La critica è legittima, ma non tollereremo discriminazioni”.

La vittoria di Sal Da Vinci al Festival di Sanremo 2026 continua a far discutere. A giorni di distanza dalla finale, il successo del brano Per sempre sì è accompagnato da polemiche sempre più accese tra commenti, battute e critiche che arrivano dal mondo della musica, del giornalismo e dello spettacolo. Ora, però, la questione potrebbe prendere una piega legale.

Le parole dell’avvocato di Sal Da Vinci sulle critiche

A intervenire pubblicamente è stato l’avvocato Carlo Claps, legale e amico di lunga data del cantante, che ha chiarito la posizione dell’artista davanti alle numerose polemiche nate dopo la vittoria al Festival di Sanremo.

Secondo il legale, Sal Da Vinci accetta senza difficoltà il confronto con il pubblico e con la critica musicale, anche quando le opinioni sono severe.

“Una cosa è la critica musicale, anche aspra; altra cosa è l’insulto, la denigrazione personale, la discriminazione culturale. Quella non si può tollerare”.

L’avvocato ha spiegato che l’artista comprende perfettamente che una canzone possa non piacere a tutti, ma ha sottolineato che esiste una linea di confine tra il giudizio artistico e le affermazioni offensive.

Per questo motivo non si esclude la possibilità di ricorrere alle vie legali qualora venissero individuati elementi diffamatori.

“Agiremo in giudizio se dovessimo riscontrare i presupposti legali”.

Le polemiche dopo la vittoria a Sanremo 2026

Il dibattito attorno alla canzone Per sempre sì si è acceso subito dopo la conclusione del Festival di Sanremo 2026.

Tra gli interventi più discussi ci sono stati quelli del giornalista Aldo Cazzullo, che ha definito il brano “colonna sonora di un matrimonio della camorra”. Una frase che ha provocato una forte reazione da parte di molti sostenitori del cantante e di diversi esponenti del mondo dello spettacolo.

Anche la satira televisiva ha contribuito ad alimentare il dibattito. Durante il programma radiofonico La Pennicanza, Fiorello ha realizzato una parodia ironica di Sal Da Vinci, immaginando la reazione del cantante alla recensione negativa ricevuta.

Nel frattempo altre opinioni critiche sono arrivate anche dal mondo musicale, tra cui quelle attribuite a Eros Ramazzotti, contribuendo ad amplificare il confronto attorno alla vittoria del cantante napoletano.

L’esposto presentato per difendere il cantante

Le polemiche hanno spinto anche altri professionisti del settore legale a intervenire nella vicenda. L’avvocato Angelo Pisani, fondatore del progetto antiviolenza 1523, ha annunciato di aver presentato un esposto con l’obiettivo di tutelare l’immagine dell’artista.

Secondo il legale, alcune dichiarazioni supererebbero i limiti della critica artistica.

“Associare una canzone alla ‘colonna sonora di un matrimonio della camorra’ non è critica musicale ma un grave stereotipo offensivo e discriminatorio verso Napoli e la cultura meridionale”.

Nel documento è stato chiesto anche un intervento dell’Ordine dei Giornalisti per verificare il rispetto delle regole deontologiche.

La vicenda resta dunque aperta e continua ad alimentare un acceso dibattito tra libertà di critica, satira e tutela dell’immagine degli artisti. Nel frattempo Sal Da Vinci, reduce dai festeggiamenti organizzati nella sua Napoli, non ha rilasciato nuove dichiarazioni pubbliche sul caso.