Gratteri attacca la riforma della giustizia: “Costerebbe 150 milioni”, FdI replica “Arrestati 300 innocenti, risarcimenti per 78 milioni”
Nicola Gratteri critica i costi della riforma della giustizia in tv. Fratelli d’Italia replica citando i risarcimenti per ingiusta detenzione.
Nicola Gratteri contro la riforma della giustizia e i costi del nuovo Csm
A poche settimane dal referendum sulla riforma della giustizia, il dibattito politico e istituzionale resta acceso. Il voto popolare, previsto tra due settimane, dovrà esprimersi su alcune modifiche strutturali del sistema giudiziario italiano, tra cui la separazione delle carriere tra magistrati e il sorteggio dei membri del Consiglio Superiore della Magistratura.
Nel corso della trasmissione “In Altre Parole”, in onda su La7 e condotta da Massimo Gramellini, è intervenuto il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, che si è schierato apertamente per il No alla riforma.
Durante il confronto televisivo, Gratteri ha concentrato il proprio intervento soprattutto sugli aspetti economici della proposta. Attualmente il Csm ha un costo di circa 47 milioni di euro. Con la riforma, però, verrebbero istituiti due organismi distinti: uno dedicato ai pubblici ministeri e uno ai giudici.
Il procuratore ha spiegato che a questi due nuovi organismi andrebbe aggiunta anche l’istituzione di una Alta Corte disciplinare.
“Se facciamo due CSM dobbiamo fare due volte 47 milioni più altri 47 milioni per l’Alta Corte, senza contare gli edifici. Almeno due edifici che dovremo comprare o affittare all’interno del grande raccordo anulare a Roma per fare 3 uffici”.
Secondo la stima indicata da Gratteri, la spesa complessiva potrebbe arrivare a circa 150 milioni di euro.
“Questi soldi da dove li prendiamo?”, ha aggiunto il procuratore durante il programma.
La replica di Fratelli d’Italia alle critiche di Gratteri
Le dichiarazioni di Nicola Gratteri hanno subito provocato una reazione da parte di esponenti del centrodestra e in particolare di Fratelli d’Italia, il partito guidato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, tra i principali sostenitori del Sì al referendum.
Il partito ha rilanciato sui propri canali un intervento dell’ex senatore Stefano Esposito, che ha risposto alle critiche del procuratore concentrandosi sui risarcimenti pagati dallo Stato per casi di ingiusta detenzione.
Secondo quanto riportato nel messaggio, tra il 2018 e il 2024 le indagini condotte da Gratteri avrebbero portato all’arresto di 300 persone poi riconosciute innocenti, con risarcimenti complessivi pari a circa 78 milioni di euro.
“Gratteri tra il 2018 e il 2024 ha arrestato 300 innocenti che lo Stato ha risarcito per ingiusta detenzione con 78 milioni. Potremmo cominciare da questi”.
Il messaggio è stato rilanciato anche dagli account ufficiali di Fratelli d’Italia, che hanno commentato l’intervento con una frase sintetica:
“Qualcuno doveva pur dirlo. Bravo Stefano Esposito”.
Il dibattito sul referendum della giustizia
Il confronto sulla riforma della giustizia continua quindi a dividere politica e magistratura a pochi giorni dal voto referendario.
Da una parte, i sostenitori del Sì ritengono che la separazione delle carriere e il nuovo sistema di nomina del Csm possano rafforzare l’equilibrio tra i poteri e migliorare il funzionamento della giustizia.
Dall’altra, esponenti della magistratura e diversi rappresentanti dell’opposizione ritengono che la riforma possa indebolire il sistema giudiziario e comportare costi elevati per lo Stato.
Nel frattempo, il dibattito si è trasferito anche sui social, dove numerosi utenti hanno commentato le parole di Gratteri e la replica di Fratelli d’Italia.
Tra i commenti, alcuni hanno criticato duramente gli errori giudiziari ricordando il peso dei risarcimenti per ingiusta detenzione e il tema della responsabilità dei magistrati.
Il referendum rappresenterà quindi un passaggio decisivo per stabilire se le modifiche proposte entreranno o meno nel sistema giudiziario italiano.