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Enzo Bianco, fondatore del Pd, rompe gli indugi, “Io voto Sì alla separazione delle carriere”

Enzo Bianco, storico esponente del Pd ed ex ministro dell’Interno, sostiene il Sì al referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati.

Enzo Bianco sostiene il Sì alla separazione delle carriere

Tra i sostenitori del Sì al referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo c’è anche Enzo Bianco, storico esponente del centrosinistra italiano ed ex sindaco di Catania.

Fondatore del Partito Democratico e già ministro dell’Interno nei governi guidati da Massimo D’Alema e Giuliano Amato, Bianco è tra i promotori del comitato referendario “La Sinistra che vota Sì”, nato per sostenere la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti.

In un’intervista ha spiegato le ragioni della sua scelta, sottolineando come la riforma rappresenti, a suo giudizio, un passaggio necessario per affrontare le criticità del sistema giudiziario.

“Proprio perché vengo da una storia politica di sinistra ritengo che oggi sia necessario avere il coraggio di affrontare seriamente il tema del suo funzionamento. La separazione delle carriere dei magistrati è una riforma importante. Non dico che sia perfetta: potrà certamente essere migliorata. Ma rappresenta un primo passo per intervenire su un sistema che ha bisogno di cambiamenti profondi”.

La posizione nel Pd e il voto “secondo coscienza”

La posizione di Enzo Bianco si distingue da quella della maggioranza del Partito Democratico, che sotto la guida della segretaria Elly Schlein si è schierato per il No alla riforma.

L’ex ministro ha però sottolineato come nel partito non esista una posizione completamente unanime sul tema e ha invitato a lasciare spazio alla libertà di scelta individuale.

“È vero: la maggioranza del Partito Democratico è orientata per il No, ma non tutta. Io penso che su un tema come questo si debba votare secondo coscienza”.

Nel suo intervento, Bianco ha citato anche il costituzionalista Augusto Barbera e ha ricordato l’eredità politica di Marco Pannella, noto per aver sostenuto nel corso della sua carriera diverse battaglie referendarie.

Secondo l’ex sindaco di Catania, il coraggio di affrontare riforme complesse rappresenta una caratteristica fondamentale della tradizione riformista.

L’esperienza personale e l’appello alla partecipazione al voto

Nel spiegare le sue motivazioni, Enzo Bianco ha ricordato anche una vicenda giudiziaria che lo ha coinvolto personalmente in passato.

L’ex ministro ha raccontato di essere stato assolto in primo grado dopo sette anni di processo da un’accusa di turbativa d’asta, rivelatasi infondata.

Secondo Bianco, episodi di questo tipo dimostrerebbero la necessità di avviare una riflessione più ampia sul funzionamento della giustizia italiana.

Per questo motivo ha annunciato che nelle prossime settimane sarà impegnato in una serie di incontri pubblici in diverse città italiane per sostenere la campagna referendaria.

L’ex sindaco di Catania ha inoltre indicato nell’affluenza alle urne uno dei fattori decisivi per l’esito della consultazione.

“Più alta sarà l’affluenza, più aumenteranno le possibilità che vinca il Sì”.

L’obiettivo dichiarato è quello di avviare una nuova fase di riforme nel sistema giudiziario italiano, partendo proprio dal risultato del referendum.