Sondaggi 2026 dopo referendum: Meloni tiene, cresce Conte, stabile la Schlein
Sondaggi politici dopo referendum: nessun impatto sugli equilibri, centrodestra stabile, M5s in crescita e tensioni nel Pd per il vantaggio di Giuseppe Conte.
Sondaggi referendum centrodestra: nessuno scossone dopo il voto
Il quadro politico resta sostanzialmente immutato dopo il referendum.
Secondo le rilevazioni più recenti, non si registra alcun effetto significativo sui consensi dei partiti.
Il dato più evidente arriva dalla tenuta del centrodestra, con Fratelli d’Italia che si mantiene al 29,5% secondo Swg, senza variazioni rispetto al periodo precedente al voto.
Un segnale che smentisce le aspettative di chi, nel campo delle opposizioni, si attendeva un cambiamento negli equilibri.
L’analisi di Antonio Noto conferma questa tendenza: “Ad oggi non c’è alcuno scossone elettorale, parliamo di oscillazioni di mezzo punto percentuale tra la settimana che ha preceduto il referendum e quella successiva”.
Si tratta, secondo il sondaggista, di variazioni fisiologiche che non modificano il quadro generale.
Anche altri istituti demoscopici rilevano dati analoghi, evidenziando una sostanziale stabilità tra le due coalizioni.
Il ruolo di Conte e Schlein nel campo largo
L’unico elemento di novità emerge nel fronte del centrosinistra.
Il Movimento 5 Stelle registra infatti una crescita di circa un punto percentuale, un dato che viene osservato con attenzione dagli analisti.
Questo incremento rafforza la posizione del leader pentastellato Giuseppe Conte, che potrebbe trarne vantaggio anche in vista di eventuali primarie.
Al contrario, la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein osserva con cautela questo spostamento di consensi.
Il rafforzamento del M5s rischia infatti di incidere sugli equilibri interni al campo largo, con un possibile ridimensionamento del peso del Pd.
Una dinamica che potrebbe riaccendere tensioni politiche già presenti tra le forze alleate.
Meloni stabile e i flussi elettorali post voto
Sul fronte del centrodestra, il consenso della presidente del Consiglio Giorgia Meloni resta solido.
Secondo Antonio Noto, non si registrano variazioni significative nemmeno nel gradimento della leader.
“Il consenso di Meloni è intatto”, sottolinea il sondaggista, evidenziando come il referendum non abbia inciso sull’orientamento dell’elettorato.
Una stabilità confermata anche da altre rilevazioni, tra cui quella di Nando Pagnoncelli.
Tra le ragioni dell’assenza di effetti elettorali viene indicata la composizione del corpo votante.
Una parte degli elettori che ha partecipato al referendum, circa il 15%, non aveva votato alle ultime politiche ed europee e potrebbe non presentarsi alle prossime elezioni.
Inoltre, una quota di elettori del centrodestra che ha votato “No” al referendum potrebbe tornare a sostenere la stessa area politica alle elezioni.
Un elemento che contribuisce a mantenere invariati i rapporti di forza tra le coalizioni.
