Mangiameli esplode dopo Bosnia-Italia: “Dietro è uno schifo, allenatori senza potere e soldi sporchi ovunque”
Federico Mangiameli accusa il sistema calcio dopo Bosnia-Italia: soldi, raccomandazioni e pressioni sui giovani. Parole durissime scuotono il dibattito sportivo italiano.
All’indomani dell’ennesimo fallimento dell’Italia, eliminata dalla Bosnia, arriva uno sfogo che riaccende polemiche profonde sul sistema calcio.
Mangiameli e il sistema calcio: accuse pesanti dopo Bosnia-Italia
A parlare è Federico Mangiameli, 21 anni, ex promessa cresciuta nelle giovanili del Milan, con esperienze anche tra Bologna e Torino, che nell’estate 2025 ha deciso di lasciare il calcio professionistico.
Le sue parole arrivano in un momento delicato, con il movimento italiano scosso dall’eliminazione degli Azzurri dai Mondiali e dalle polemiche sulla gestione federale.
In questo contesto, il giovane ex calciatore ha scelto di raccontare ciò che, a suo dire, si nasconde dietro le apparenze del calcio.
“Solo chi ha vissuto quel mondo può capire lo schifo che c’è dietro – si legge nel messaggio condiviso sui social -. Procuratori che portano calciatori dalla Promozione alla Serie C grazie a una busta da 50mila euro. Serie A e Primavere fatte da stranieri pagati una follia al mese. Oppure allenatori che non potevano neanche decidere chi schierare.”
Uno sfogo che punta il dito contro un sistema che, secondo Mangiameli, sarebbe condizionato da dinamiche economiche e relazioni poco trasparenti.
Soldi, pressioni e giovani calciatori: il racconto dall’interno
Il racconto prosegue con ulteriori dettagli su ciò che il giovane sostiene di aver vissuto direttamente durante il suo percorso nelle giovanili.
“Mi è capitato di vedere cose oscene di soldi. Compagni di squadra trattati in maniera oscena dai dirigenti e senza rispetto – ha aggiunto Mangiameli -. Tutto questo è il sistema calcio italiano che fortunatamente ho lasciato da un po’. A differenza degli altri sport, il calcio è diventato lo sport da non prendere come esempio.”
Le sue parole delineano un ambiente in cui, sempre secondo il suo racconto, i giovani sarebbero sottoposti a pressioni costanti e a logiche che vanno oltre il merito sportivo.
Tra gli aspetti evidenziati emergono anche il peso delle raccomandazioni e il ruolo di alcuni intermediari.
“Gente che si lancia per terra in continuazione, raccomandazioni, gente ignorante e maleducata che per 4 soldi farebbe di tutto. Questo poi è il risultato.”
Il flop dell’Italia e il contesto di crisi del movimento
Le dichiarazioni arrivano mentre il calcio italiano vive una fase di forte difficoltà, segnata dall’uscita dalla corsa ai Mondiali dopo la sconfitta contro la Bosnia.
Il dibattito pubblico si è concentrato sulle responsabilità ai vertici, a partire dal presidente federale Gabriele Gravina, e sulle possibili strategie di rilancio.
In questo scenario, le parole di Mangiameli si inseriscono come un elemento ulteriore di critica verso un sistema percepito in crisi, alimentando discussioni su meritocrazia, gestione dei giovani e trasparenza.
Il giovane ex calciatore, pur avendo solo 21 anni, afferma di aver già maturato una visione netta e negativa di quel mondo che aveva provato a vivere da protagonista, scegliendo infine di allontanarsene.