Prodi scuote Schlein e Conte: “Serve una nuova coalizione come l’Ulivo per il futuro del Paese”
Romano Prodi torna a parlare di coalizione e futuro dell’Italia, indicando la necessità di un’alleanza capace di coinvolgere i cittadini e costruire un programma condiviso.
Prodi e la coalizione: il richiamo a un nuovo Ulivo
A trent’anni dall’esperienza politica dell’Ulivo, Romano Prodi torna a riflettere sul presente e sulle prospettive del centrosinistra. In un’intervista rilasciata a La Stampa, l’ex presidente del Consiglio evidenzia come il tempo trascorso non sia stato percepito come breve: “Questi 30 anni non sono passati, come si suol dire, in un attimo. Mi sembra proprio che sia trascorso un secolo!”.
Secondo Prodi, non è utile soffermarsi sul passato né rimpiangerlo, ma piuttosto individuare una direzione chiara per il futuro. L’ex premier sottolinea come oggi si riproponga una necessità già vista in passato: costruire una coalizione in grado di mobilitare la partecipazione popolare e offrire una visione concreta del Paese. “La storia non si ripete mai e tuttavia oggi si ripropone la stessa urgenza: una coalizione capace, come fece l’Ulivo, di suscitare un’ondata popolare di partecipazione, una coalizione che sia in grado di offrire un’idea di Paese. Questo ancora non c’è”.
Le difficoltà delle alleanze e i limiti dei governi recenti
Nel suo intervento, Romano Prodi analizza anche l’evoluzione politica degli ultimi decenni. A suo giudizio, i governi che si sono succeduti hanno mostrato difficoltà nel portare avanti cambiamenti incisivi. “I governi che si sono succeduti di anno in anno, si sono affannati per trovare una soluzione: coalizioni disomogenee e governi tecnici, l’unica via che hanno potuto scegliere è stata quella di fare il meno possibile. Di cambiare il meno possibile”.
L’ex premier osserva inoltre che le coalizioni caratterizzate da obiettivi divergenti risultano inevitabilmente fragili. “Una coalizione guidata dai partiti con obiettivi diversi, e non da un programma, è una coalizione debole”.
Nel valutare l’attuale scenario politico, fa riferimento anche alle dinamiche interne alla maggioranza, evidenziando come spesso le proposte restino senza seguito: “In questi 4 anni, ogni volta che è emersa una proposta nella coalizione di governo, una parte delle forze politiche del governo stesso si è opposta e non se ne è fatto più nulla”.
Opposizioni, leadership e la necessità di un programma condiviso
Nel corso dell’intervista, Romano Prodi si sofferma anche sul ruolo delle opposizioni e sulle strategie adottate. Secondo l’ex premier, l’assenza di un programma porta inevitabilmente a un atteggiamento attendista: “Quando non si ha un programma, si aspetta l’errore. E la maggioranza di errori ne ha fatti tanti”.
Un passaggio è dedicato anche alla posizione assunta da Elly Schlein in relazione a recenti sviluppi internazionali, giudicata positivamente: “Davanti all’ultimo assalto di Trump, ha fatto bene Schlein a esprimere un sentimento di orgoglio di unità nazionale. Senza riserve”.
Infine, Prodi richiama l’attenzione sulla necessità di rafforzare la democrazia attraverso il coinvolgimento dei cittadini e la definizione di obiettivi comuni: “Anche oggi servirebbe un’ondata popolare. La democrazia è richiamo al popolo. Un richiamo razionale che prepari obiettivi condivisi e poi li persegua”.
L’ex presidente del Consiglio conclude sottolineando i rischi legati alle dinamiche interne alle coalizioni: “Sa qual è il dramma delle coalizioni? Se, secondo le analisi demoscopiche, un partito della coalizione perde voti, scatta il disimpegno e la coalizione si sfascia”.
