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Sondaggi 2026, Meloni raggiunta da Schlein e Conte, scenario incerto, decisivo Vannacci

Sondaggi politici mostrano centrosinistra in rimonta fino al centrodestra: distanza dello 0,1%, con equilibrio tra coalizioni e scenario elettorale incerto.

Sondaggi politici: equilibrio tra centrodestra e centrosinistra

Il nuovo sondaggio realizzato da EMG per il Tg3 fotografa una situazione di sostanziale parità tra le principali coalizioni. Il centrodestra si attesta al 45%, in lieve flessione dello 0,2%, mentre il centrosinistra raggiunge il 44,9%, riducendo al minimo il divario.

Uno scarto dello 0,1% che segnala una fase di forte competizione. La rilevazione, rispetto a due settimane fa, evidenzia un riavvicinamento tra gli schieramenti, rendendo il quadro complessivo estremamente aperto.

Tra i partiti, Giorgia Meloni mantiene la guida della formazione più votata: Fratelli d’Italia si conferma primo partito con il 27,2%. All’interno della coalizione di governo, Forza Italia si posiziona all’8,2%, mentre la Lega segue all’8%. Più contenuto il dato di Noi Moderati, all’1,6%.

Centrosinistra competitivo ma ancora frammentato

Nel campo opposto, il Partito Democratico resta il principale riferimento con il 22,1%, sotto la guida di Elly Schlein. Il Movimento 5 Stelle raggiunge il 12,5%, mantenendo un ruolo rilevante nella dinamica della coalizione.

Alleanza Verdi e Sinistra si colloca al 5,9%, mentre Italia Viva e +Europa registrano rispettivamente il 2,6% e l’1,8%. La somma dei consensi consente al centrosinistra di avvicinarsi alla coalizione di maggioranza, ma la distribuzione tra più soggetti politici rende più complessa una sintesi programmatica.

Emergono anche segnali nell’area esterna al centrodestra tradizionale: Futuro Nazionale si attesta al 3,9%, mentre Democrazia Sovrana Popolare raggiunge l’1,2%.

Scenario aperto e incognita affluenza alle urne

Se si votasse oggi, il margine tra le due coalizioni risulterebbe troppo ridotto per indicare un vincitore. Il centrodestra manterrebbe un vantaggio minimo, ma insufficiente a delineare un esito definito.

Un elemento rilevante riguarda l’affluenza stimata, ferma al 62%. Un dato che indica una partecipazione non elevata e che potrebbe incidere in modo determinante sul risultato finale.

Anche il ruolo delle forze centriste appare significativo: l’area complessiva si colloca al 3,8%, con Azione al 2,5% e il Pld all’1,3%. In un contesto così equilibrato, anche variazioni contenute potrebbero influire sulla formazione di eventuali maggioranze.