Formigli contro Trump: “Siamo nelle mani dei barbari e i barbari sono gli americani”
Trump nel mirino di Corrado Formigli: a La7 attacca il presidente Usa, parla di “barbari americani” e lega la crisi di Hormuz ai futuri contraccolpi sul petrolio.
Trump, l’attacco di Formigli in tv
Nel corso della puntata di “In altre parole” andata in onda su La7 sabato 18 aprile, Corrado Formigli ha rivolto parole durissime contro Donald Trump, intervenendo nel dibattito sul quadro internazionale e sulle tensioni che coinvolgono l’area iraniana. Il giornalista ha definito il presidente degli Stati Uniti una figura imprevedibile e pericolosa, pronunciando frasi che hanno subito attirato l’attenzione. “Io sono convinto che quello è talmente pazzo che è capace che risponde pure a me se ci provo a chiamarlo”. Poi ha aggiunto: “Non sa quello che fa, questo è il problema. Noi siamo nelle mani dell’uomo più potente del mondo, che è chiaramente anche in una china di demenza gravissima”. Le dichiarazioni sono arrivate durante un passaggio della trasmissione dedicato agli equilibri internazionali, con Massimo Gramellini in studio ad ascoltare l’analisi del conduttore di “Piazzapulita”.
La crisi di Hormuz al centro dell’analisi
Nel suo intervento, Corrado Formigli ha collegato il ruolo degli Stati Uniti alla crisi nello Stretto di Hormuz, indicato come snodo strategico per il traffico mondiale di petrolio. Secondo il giornalista, la situazione avrebbe già prodotto conseguenze rilevanti, anche se gli effetti economici più pesanti non sarebbero ancora pienamente visibili. “Purtroppo il meccanismo si è rotto perché Trump è riuscito nel miracolo di far scoprire all’Iran l’enorme forza della sua vera arma atomica, che è Hormuz”. Formigli ha quindi sostenuto che gli iraniani avrebbero compreso fino in fondo il peso di quel passaggio marittimo nei meccanismi dell’energia globale. “Hanno scoperto quali sono gli oscuri meccanismi dell’economia del petrolio”. Nella ricostruzione offerta su La7, molte petroliere in circolazione sarebbero partite prima del blocco e starebbero ancora completando tratte molto lunghe, in diversi casi passando dalla circumnavigazione dell’Africa.
Le parole più dure contro gli Stati Uniti
La parte più netta dell’intervento è arrivata nel passaggio finale, quando Corrado Formigli ha spostato il bersaglio dall’Iran agli Stati Uniti, con un giudizio che ha segnato il tono dell’intero commento. “L’effetto sarà a valanga e noi siamo nelle mani dei barbari, ma i barbari non sono gli iraniani, i barbari sono gli americani”. Un’affermazione che riassume la linea espressa dal giornalista nel corso della trasmissione, dove il punto centrale è stato l’impatto delle scelte di Donald Trump sugli equilibri politici ed economici internazionali. La7 ha pubblicato online più estratti dell’intervento, incluso quello sull’“effetto a valanga” del petrolio e quello in cui Formigli definisce Trump “pazzo” e “non sa quello che fa”.
