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Campo largo spaccato sulla patrimoniale, il Movimento 5 Stelle frena Schlein: “È fumo negli occhi”

La patrimoniale divide il campo largo: Vittoria Baldino frena la proposta del Pd e rilancia il programma del Movimento 5 Stelle.

Patrimoniale, il Movimento 5 Stelle prende le distanze dal Pd

Il campo largo torna a mostrare crepe politiche su uno dei temi più delicati del confronto economico: la patrimoniale. A prendere le distanze dall’ipotesi rilanciata dalla segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, è stata Vittoria Baldino, deputata del Movimento 5 Stelle, intervenuta a Ping Pong su Rai Radio1. La parlamentare pentastellata ha chiarito che quella misura non fa parte del programma del M5s e ha provato a spostare l’attenzione su imprese, famiglie e costruzione di una piattaforma condivisa.

“La patrimoniale è fumo negli occhi in questo momento”, ha detto Baldino, rispondendo a una domanda sulle parole della leader dem. Una frase che pesa nel confronto interno all’opposizione, perché arriva mentre le forze del possibile schieramento alternativo al centrodestra provano a definire programma, alleanze e perimetro politico in vista delle prossime scadenze elettorali.

La deputata del Movimento 5 Stelle ha poi precisato la posizione del partito: “Nel programma del M5s la patrimoniale non c’è. Noi stiamo scrivendo un programma insieme ai cittadini, con Nova, e ci sono tantissime proposte e tantissime idee, anche come redistribuire le ricchezze. Bisogna dare respiro alle imprese che in questo momento stanno soffrendo e alle famiglie che stanno soffrendo”.

Il messaggio politico è netto: per i pentastellati la priorità, almeno in questa fase, non è aprire uno scontro sulle tasse patrimoniali, ma costruire una proposta economica più ampia, capace di parlare ai cittadini e alle categorie produttive in difficoltà.

Baldino attacca il centrodestra e parla del programma con Nova

Nel suo intervento, Vittoria Baldino ha accusato il centrodestra di voler spostare il confronto pubblico su un terreno considerato strumentale. “Vedo che tutti i giornali di centrodestra stanno titolando con la patrimoniale: è solo fumo negli occhi per inquinare il dibattito che non si sta assolutamente concentrando su quello”, ha affermato la deputata.

La questione, però, resta politicamente sensibile perché la proposta della patrimoniale non arriva dagli avversari, ma da una parte dello stesso fronte progressista. Ed è proprio questo elemento a rendere più evidente la distanza tra il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico su un dossier destinato a pesare nella costruzione di un eventuale programma comune.

Baldino ha collegato il tema anche al lavoro avviato dal M5s attraverso Nova, il percorso di consultazione con cittadini e territori. Per i pentastellati, la piattaforma programmatica deve nascere da quel confronto e non da singole proposte calate nel dibattito politico senza una condivisione complessiva.

La deputata ha poi affrontato anche il nodo delle alleanze e del possibile ingresso di Matteo Renzi nel campo largo. “Giuseppe Conte ha detto più volte che in questo momento non si può parlare di persone ma si deve parlare di programma condiviso”, ha spiegato. Poi ha aggiunto: “Noi stiamo scrivendo questo programma condiviso. Se questo programma viene condiviso e viene condivisa anche la modalità con cui, una volta vinte le elezioni, andremo al governo e dal giorno dopo non penseremo a congiure di palazzo ma a governare questo Paese, allora si potrà parlare di programmi con chi deciderà di starci”.

La posizione resta quindi legata a due condizioni: un programma comune e una linea di governo considerata stabile, senza tensioni interne o manovre di palazzo dopo un’eventuale vittoria elettorale.

Ucraina nell’Unione Europea, il M5s frena sull’ingresso di Kiev

Nel corso dell’intervento, Vittoria Baldino ha espresso cautela anche sull’ingresso dell’Ucraina nell’Unione Europea, spiegando che il Movimento 5 Stelle non è favorevole a un’accelerazione in questa fase. “Noi non siamo favorevoli in questo momento”, ha dichiarato, indicando tre questioni ritenute centrali.

Il primo punto riguarda l’impatto agricolo. “L’Ucraina è considerata tuttora il granaio d’Europa e potrebbe creare grossi problemi agli agricoltori europei, se la Pac continua a essere così disegnata”, ha affermato Baldino, richiamando i possibili effetti sul sistema produttivo agricolo europeo.

Il secondo nodo è di natura politica e istituzionale. Secondo la deputata, Kiev deve rispettare tutti i requisiti previsti dai trattati per poter entrare nell’Unione Europea. Il terzo riguarda invece le conseguenze in materia di difesa e gli obblighi che potrebbero derivare dall’adesione.

“Non vorremmo che attraverso questa accelerazione si finisse per aggirare le regole europee in materia di difesa, con il rischio che i Paesi membri siano chiamati ad assumere obblighi di tutela nei confronti dell’Ucraina nei confronti della Russia nel momento in cui Kiev dovesse entrare nell’Unione europea”, ha detto ancora Baldino.

Le parole della deputata confermano una linea prudente del Movimento 5 Stelle su più fronti: dalla politica fiscale alle alleanze, fino al rapporto tra Unione Europea, Ucraina e sicurezza. Il confronto nel campo largo, intanto, resta aperto e la distanza sulla patrimoniale segna un nuovo punto di frizione tra le opposizioni.