Tridico perde le staffe sul Superbonus “Io rifiuto questo colloquio”, Procaccini lo incalza: “Si prenda una camomilla”
Scontro acceso sul Superbonus tra Pasquale Tridico e Nicola Procaccini: il confronto degenera tra accuse, interruzioni e responsabilità politiche.
Superbonus, scontro durissimo tra Tridico e Procaccini
Il Superbonus riaccende lo scontro politico in televisione e manda in frantumi il confronto tra Pasquale Tridico e Nicola Procaccini. Durante un dibattito a Sky Tg24, l’ex presidente dell’Inps, oggi eurodeputato del Movimento 5 Stelle, ha reagito con toni durissimi alle accuse rivolte dal rappresentante di Fratelli d’Italia contro le misure simbolo dei governi guidati da Giuseppe Conte.
Il confronto si è acceso quando Procaccini ha attribuito al Movimento 5 Stelle la responsabilità di quello che ha definito “il più grande disastro economico degli ultimi 20, 30, 50 anni”, mettendo insieme Superbonus, reddito di cittadinanza e banchi a rotelle. Una ricostruzione respinta con forza da Tridico, che ha contestato il continuo ritorno del centrodestra su quelle misure.
“Ma come è possibile che finite sempre a parlare del superbonus?”, ha detto l’ex presidente dell’Inps, interrompendo l’intervento dell’esponente di Fratelli d’Italia. La tensione è aumentata quando Procaccini ha insistito sul tema dei costi e dei debiti generati da quelle scelte politiche, chiedendo come il Paese possa sostenere il peso delle misure varate negli anni precedenti.
Tridico si infuria: “Io rifiuto questo colloquio”
Il momento più acceso è arrivato quando Nicola Procaccini ha posto il tema della copertura dei debiti legati al Superbonus e ad altre misure contestate dal centrodestra. “La domanda è: come facciamo a pagare i debiti contratti per superbonus e altre follie?”, ha detto l’eurodeputato di Fratelli d’Italia, puntando il dito contro la stagione politica del Movimento 5 Stelle.
La risposta di Pasquale Tridico è stata immediata e nervosa. “Ma non è possibile. Io rifiuto questo colloquio. Lo rifiuto”, ha replicato, contestando l’impostazione del confronto. Procaccini ha ribattuto: “Ma lei lo deve accettare”, mentre il clima in studio diventava sempre più teso.
L’eurodeputato del Movimento 5 Stelle ha poi accusato il centrodestra di voler spostare il confronto sempre sugli stessi temi, evitando le responsabilità di governo. “Non è possibile che non riesce a rispondere a una domanda e parla del reddito di cittadinanza”, ha insistito Tridico, rivolgendosi direttamente al suo interlocutore. Poi l’affondo politico: “Procaccini, prenditi le tue responsabilità. Siete al governo del Paese da 4 anni. Io sono indignato come cittadino. Parla di quello che ti viene chiesto”.
Procaccini attacca il M5s e chiude con la battuta sulla camomilla
La replica di Nicola Procaccini è rimasta centrata sulle scelte economiche dei governi precedenti e sui costi che, secondo il centrodestra, continuano a pesare sui conti pubblici. L’esponente di Fratelli d’Italia ha indicato il Superbonus come una delle principali eredità negative della stagione politica del Movimento 5 Stelle, sostenendo che si sia trattato di una misura senza precedenti per impatto economico.
“Hanno buttato soldi col superbonus, col reddito di cittadinanza e i banchi a rotelle”, ha dichiarato Procaccini, collegando quelle misure alla gestione dei conti pubblici e alla difficoltà di reperire risorse per le politiche attuali. La sua linea è stata quella di attribuire al passato recente una parte consistente dei vincoli finanziari con cui il governo deve oggi confrontarsi.
Dall’altra parte, Tridico ha cercato di riportare il confronto sulle responsabilità dell’attuale maggioranza, accusando Fratelli d’Italia di utilizzare il Superbonus come argomento ricorrente per evitare di rispondere alle domande politiche del presente. Lo scontro si è chiuso con una frase tagliente di Procaccini, pronunciata dopo le proteste dell’ex presidente dell’Inps: “Si prenda una camomilla”.
Il botta e risposta conferma quanto il Superbonus resti uno dei terreni più divisivi del confronto politico. Per il centrodestra rappresenta il simbolo degli errori del Movimento 5 Stelle al governo, mentre per i pentastellati viene spesso utilizzato come arma polemica per non affrontare le scelte dell’attuale esecutivo.
