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Ruggeri finisce sotto attacco del Pd a Codogno, il cantante replica: “L’aria che tira è preoccupante”

Enrico Ruggeri risponde al Pd di Codogno dopo le polemiche sul concerto del 4 luglio e sulle sue posizioni durante il Covid.

Enrico Ruggeri, polemica a Codogno sul concerto del 4 luglio

La partecipazione di Enrico Ruggeri alla rassegna musicale estiva organizzata dal Comune di Codogno, in provincia di Lodi, è diventata un caso politico. Il cantautore è atteso sul palco il 4 luglio, ma la sezione locale del Partito democratico ha sollevato perplessità sulla scelta dell’amministrazione, richiamando alcune posizioni espresse dall’artista negli anni della pandemia, in particolare su Green Pass e vaccini.
La polemica ha riportato al centro il rapporto tra spettacolo, opinioni personali e presenza degli artisti negli eventi pubblici. Secondo il Pd di Codogno, la questione non riguarderebbe il valore musicale di Ruggeri, ma la coerenza delle scelte istituzionali in una città simbolicamente legata alla memoria del Covid. Una contestazione che ha provocato la risposta diretta del cantante, intervenuto con un messaggio pubblicato su Instagram.
“Stiano tranquilli, non sono uno di quelli che passa metà concerto a fare comizi, quando sono sul palco suono e al massimo presento qualche brano (in 30”). (Comunque l’aria che tira è preoccupante)”. La replica di Ruggeri è arrivata con tono netto, rivendicando la natura musicale dell’appuntamento e respingendo l’idea che un concerto possa trasformarsi automaticamente in una tribuna politica.

Il Pd contesta Ruggeri per Green Pass e vaccini

A sollevare il caso era stata Maria Cristina Baggi, capogruppo del Partito democratico, che aveva richiamato le posizioni assunte da Enrico Ruggeri durante il periodo delle restrizioni sanitarie. Secondo l’esponente dem, quelle dichiarazioni non sarebbero archiviate come semplici opinioni del passato, perché l’artista non avrebbe mai compiuto una reale presa di distanza.
“Non si tratta di opinioni superate ma di posizioni che l’artista non ha mai preso realmente le distanze”. La frase ha aperto lo scontro politico sul cartellone estivo di Codogno, trasformando la presenza del cantautore in un terreno di confronto tra amministrazione e opposizione.
Baggi ha poi legato il tema alla memoria della pandemia e alle decisioni pubbliche assunte negli ultimi anni. “Se la memoria del Covid viene invocata per negare il patrocinio ad alcuni eventi, non può essere dimenticata quando si scelgono gli ospiti delle manifestazioni cittadine. Quando la coerenza lascia spazio all’opportunità, il problema non riguarda più chi viene invitato, ma la credibilità delle scelte di chi governa la città”.
Le parole della capogruppo hanno dato alla vicenda un peso politico più ampio, perché Codogno resta una città fortemente associata alla prima fase dell’emergenza sanitaria in Italia. Il punto sollevato dal Pd riguarda quindi il messaggio pubblico che, secondo l’opposizione, deriverebbe dalla scelta dell’artista.

Il sindaco difende il concerto: “L’arte non dovrebbe essere sottoposta a censure”

A difendere la presenza di Enrico Ruggeri è intervenuto il sindaco Francesco Passerini, che ha respinto le contestazioni e rivendicato la scelta di inserire il cantautore nella programmazione estiva del Comune di Codogno. Per il primo cittadino, la polemica confonderebbe il piano artistico con quello politico, trasformando un concerto in un processo pubblico alle opinioni dell’artista.
“Non credo sia necessario spiegare alla consigliera la differenza tra un dibattito politico e un concerto di uno dei più grandi interpreti della musica italiana”. Con queste parole Passerini ha segnato la linea dell’amministrazione, difendendo il valore culturale dell’evento e la libertà della proposta musicale.
Il sindaco ha poi aggiunto: “L’arte, come lo sport, non dovrebbe essere sottoposta a censure, come invece sembrerebbe auspicare il Partito democratico contestando la presenza di Ruggeri a Codogno”.
Lo scontro resta quindi aperto. Da una parte il Pd richiama coerenza e memoria del Covid nella scelta degli ospiti delle manifestazioni cittadine. Dall’altra Ruggeri e l’amministrazione comunale rivendicano la distinzione tra palco, musica e comizi politici. Il concerto del 4 luglio, nato come appuntamento musicale, è così diventato un nuovo fronte di polemica attorno ai confini tra libertà artistica, opinioni personali e decisioni pubbliche.