Ilaria Salis vuole abolire la parata alla Festa della Repubblica, esplode la bufera: “Ignoranza e disprezzo verso l’Italia”
Ilaria Salis chiede di abolire la parata del 2 giugno e scatena le reazioni di militari, FdI e cittadini.
Ilaria Salis contro la parata del 2 giugno
Nel giorno della Festa della Repubblica, Ilaria Salis riapre lo scontro politico sulla parata del 2 giugno e propone di cancellare una delle cerimonie più riconoscibili della storia repubblicana italiana. L’europarlamentare ha affidato a Facebook un intervento durissimo, nel quale ha chiesto di abolire la parata militare e di restituire alla ricorrenza un carattere, nelle sue parole, più civile e democratico.
La presa di posizione è arrivata proprio mentre l’Italia celebrava la nascita della Repubblica, scelta con il referendum istituzionale e ricordata ogni anno con la cerimonia ai Fori Imperiali. Una tradizione avviata nel secondo dopoguerra, interrotta solo in alcune fasi particolari della storia nazionale, e oggi composta non soltanto da reparti militari e forze di polizia, ma anche da rappresentanze civili dello Stato.
“In un’epoca pericolosamente segnata da riarmo, militarismo e guerre sempre più vicine, servirebbe il coraggio di compiere una scelta forte e controcorrente: abolire la parata militare del 2 giugno e restituire alla Festa della Repubblica il suo originario carattere civile, popolare e democratico”, ha scritto Salis.
La frase ha acceso immediatamente la polemica. Per i critici dell’europarlamentare, definire la parata un simbolo di militarismo significa ignorare la trasformazione avvenuta negli ultimi decenni. Oggi la cerimonia del 2 giugno viene presentata dalle istituzioni come una rappresentazione complessiva dello Stato, dove sfilano corpi militari, forze dell’ordine, realtà civili, sindaci e operatori impegnati nel servizio pubblico.
Paglia attacca Salis: “Noiosa demagogia, superato il limite”
La replica più dura è arrivata dal tenente colonnello Gianfranco Paglia, Medaglia d’Oro al Valor Militare, che ha contestato frontalmente la lettura proposta da Ilaria Salis. Secondo Paglia, il 2 giugno non è la festa delle Forze Armate, celebrata il 4 novembre, ma la Festa della Repubblica, alla quale partecipano tutte le componenti dello Stato.
“Qualcuno insegni all’eurodeputato Ilaria Salis che il 2 giugno non è la festa delle Forze Armate che celebriamo il 4 novembre, ma la Festa della Repubblica in cui partecipano tutti i corpi militari e civili dello Stato e una rappresentanza dei sindaci di tutti i comuni italiani, che ogni giorno si adoperano per il nostro Paese”, ha dichiarato Paglia.
Poi l’affondo più pesante: “La noiosa demagogia dell’eurodeputata non solo ha superato il limite ma evidenzia ignoranza e disprezzo verso una Nazione che lei dovrebbe rappresentare e tutelare tra i banchi europei. Invece di commentare ogni volta dietro una tastiera la invito a partecipare in modo da conoscere quella parte sana dell’Italia evidentemente a lei sconosciuta e che avrebbe tanto da insegnare in valori, sacrificio e rispetto verso le Istituzioni”.
Nel centrodestra la reazione è stata altrettanto dura. Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, ha collegato la posizione dell’europarlamentare alla sua storia politica e giudiziaria, affermando che “la sua allergia alle divise è coerente con la storia di chi si è candidato in Parlamento per scappare dalle conseguenze di azioni violente e vigliacche”.
Anche Stefano Cavedagna, eurodeputato di Fratelli d’Italia-Ecr, ha definito quella di Salis una “proposta folle”, sostenendo che l’europarlamentare “riesce nell’incredibile azione di stare sempre dalla parte sbagliata e contro l’Italia. L’ennesima proposta ideologica, che ha lo scopo solo di provare a danneggiare le Forze Armate e le Forze dell’Ordine, realtà che noi come FdI non solo rispettiamo, ma che ringraziamo ogni giorno per il lavoro di difesa della Patria e garanzia di sicurezza che svolgono”.
La polemica sulla Repubblica e il ruolo delle divise
Il punto centrale dello scontro riguarda il significato stesso della parata. Per Salis, la cerimonia del 2 giugno sarebbe ormai in contrasto con una fase storica attraversata da guerre, riarmo e tensioni internazionali. Per chi la contesta, invece, cancellarla vorrebbe dire colpire una tradizione repubblicana che non celebra la guerra, ma il servizio reso allo Stato da militari, forze dell’ordine, protezione civile, corpi istituzionali e rappresentanze territoriali.
Nella giornata sono arrivate anche reazioni critiche da parte di cittadini che si sono detti lontani dalla destra, ma contrari alla proposta dell’europarlamentare. “Da fiero elettore di sinistra, le consiglio di occuparsi dei temi europei per cui è stata eletta e di evitare di sparare stupidate inaudite sul 2 giugno”, si legge in una delle risposte rivolte a Salis.
Lo stesso intervento prosegue con un richiamo alla storia della sinistra italiana: “Ma lei si immagina Pertini o Berlinguer a criticare il 2 giugno? Ma stiamo tutti impazzendo sotto questo cielo? Ma cos’è questo odio verso noi stessi? La nostra identità, la nostra cultura, i nostri valori! Basta con questa sinistra, non è la mia, la nostra, sinistra!”.
Un altro commento ha sottolineato il ruolo delle divise nella difesa della Repubblica: “Forse le sfugge una cosa… È grazie anche a quei militari se oggi abbiamo una Repubblica e continuiamo a mantenerla tale… Quindi è giusto che vengano ringraziati con una parata rivolta a loro e a tante altre figure”.
La proposta di Ilaria Salis ha dunque trasformato la ricorrenza nazionale in un nuovo caso politico. Da una parte la richiesta di archiviare la parata militare del 2 giugno in nome di una diversa idea di celebrazione civile. Dall’altra la replica di chi vede in quella cerimonia non un’esibizione di forza, ma il riconoscimento pubblico a tutte le componenti dello Stato che ogni giorno operano per la sicurezza, il soccorso, la tutela delle istituzioni e la rappresentanza dell’Italia.
