Mario Adinolfi è finito ai domiciliari per la vicenda Scommessa Collettiva: nello stesso giorno gli auguri alla figlia hanno scatenato insulti.
Mario Adinolfi è finito agli arresti domiciliari con l’accusa di truffa nell’inchiesta sulla vicenda Scommessa Collettiva, proprio nel giorno in cui avrebbe dovuto celebrare il compleanno della figlia Chiara, che ha compiuto 16 anni. Il giornalista e politico aveva pubblicato su Instagram un messaggio di auguri alla ragazza, ma poche ore dopo, con la diffusione della notizia della misura cautelare, il post è stato travolto da commenti durissimi, insulti e frasi offensive. Sul piano giudiziario, Adinolfi è al momento indagato e resta pienamente valida la presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo delle responsabilità.
Mario Adinolfi ai domiciliari e il post per la figlia Chiara
La coincidenza ha reso ancora più delicata una giornata già segnata dalla vicenda giudiziaria. Nella mattina di mercoledì, prima che la notizia degli arresti domiciliari diventasse di dominio pubblico, Mario Adinolfi aveva pubblicato un messaggio rivolto alla figlia Chiara per il suo sedicesimo compleanno.
“Buon compleanno numero 16 da papà e per favore con la festa non sfondateci casa”, aveva scritto il giornalista e politico sul proprio profilo Instagram. Un post privato, legato a una ricorrenza familiare, che in poche ore è diventato il punto di raccolta di una lunga serie di commenti riferiti all’inchiesta.
Dopo la diffusione della notizia della misura cautelare, molti utenti hanno iniziato a commentare il messaggio con frasi di scherno, accuse e riferimenti alla vicenda giudiziaria. Tra i commenti comparsi sotto il post, alcuni hanno collegato il compleanno della figlia alla notizia degli arresti, altri hanno richiamato i temi pubblici spesso associati ad Adinolfi, come famiglia, religione e valori tradizionali.
“Buon compleanno! Guarda che bel regalo ti ha fatto il papone. Una data da ricordare”, si legge tra i messaggi citati. Altri utenti hanno scritto: “Ma truffa ed evasione fiscale li mettiamo vicino a Dio, patria e famiglia?” e ancora: “Voti finti, truffe… che belli i valori della famiglia tradizionale e della Chiesa”.
Scommessa Collettiva, le accuse e la ricostruzione degli inquirenti
L’inchiesta riguarda la cosiddetta Scommessa Collettiva. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Mario Adinolfi avrebbe raccolto quasi cinque milioni di euro da diversi soggetti, con un meccanismo che viene descritto nell’ordinanza come riconducibile a un presunto schema Ponzi.
Nell’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, firmata dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma, Giulia Arcieri, viene indicato che, con causale “Scommessa Collettiva”, il giornalista avrebbe ricevuto dal 1 gennaio 2020 al 27 febbraio 2026 complessivamente 4.794.647 euro.
Nel quadro degli accertamenti compare anche un’altra causale, “Cristo Regna”, per un importo di 3.830 euro. Le verifiche sui conti correnti bancari intestati ad Adinolfi, svolte dagli esperti delle Fiamme gialle, avrebbero fatto emergere gli addebiti poi contestati.
Secondo quanto riportato nell’ordinanza, “Sulla base dei dati in possesso dell’Agenzia delle entrate è risultata un’incoerenza tra le somme accreditate sui rapporti finanziari di cui il contribuente risultava unico titolare e i dati reddituali e dichiarativi allo stesso riferibili”.
Il giudice evidenzia anche un ulteriore profilo fiscale, scrivendo che Adinolfi “non ha presentato alcuna dichiarazione dei redditi” nel 2017. Si tratta di elementi che rientrano nel quadro complessivo degli accertamenti e che saranno oggetto delle successive valutazioni dell’autorità giudiziaria.
I commenti offensivi e il richiamo alla presunzione di innocenza
La parte più visibile della vicenda, nelle ore successive alla notizia, è stata la reazione sui social. Sotto il post dedicato alla figlia Chiara, diversi utenti hanno pubblicato messaggi offensivi e commenti pesanti, alcuni dei quali rivolti direttamente ad Adinolfi, altri costruiti sul contrasto tra l’immagine pubblica del politico e le accuse contestate.
Tra le frasi comparse ci sono “Buona galera Marione, finalmente pagherai”, “Ladro! Truffatore!”, “7°: non rubare!”, “Buon gabbio fratello, goditela” e “Ora ti servono tutti i santi e gli apostoli”. Commenti che hanno spostato una ricorrenza familiare dentro il clima acceso seguito alla diffusione della notizia giudiziaria.
Non sono mancate, tuttavia, anche alcune reazioni di segno opposto. Qualcuno ha criticato gli insulti pubblicati sotto una foto di auguri per una figlia minorenne, scrivendo: “Fate pena con i vostri beceri commenti sotto la foto degli auguri di compleanno di una figlia. Non si fa così!”.
Sul piano processuale, il punto centrale resta l’inchiesta. Nell’ordinanza, il gip scrive che le operazioni sospette segnalate dagli istituti di credito e la ricostruzione degli accertamenti “inducono fondatamente gli inquirenti a ritenere messo in atto un sistema piramidale, relativo a una truffa finanziaria basata sulla raccolta sistematica di fondi privati, e sull’accredito parziale, nel tempo, di vincite e interessi promessi così da incentivare gli ulteriori finanziamenti, inscenando la parvenza di un meccanismo che funziona; sistema che, in presumibile assenza di effettiva attività di valorizzazione del capitale investito, regge solo fino a quando vengono introdotte ulteriori risorse attraverso nuovi accrediti/di denaro, altrimenti entrando in crisi”.
