Salvini visita Roggero in carcere e apre alla candidatura: “Orgoglioso di poterlo candidare”

Matteo Salvini incontra Mario Roggero a Bollate, sostiene la richiesta di grazia e valuta una possibile candidatura con la Lega.

Il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini ha incontrato questa mattina Mario Roggero nel carcere di Bollate, dopo la prima notte trascorsa in detenzione dal gioielliere condannato definitivamente a 14 anni e 9 mesi. Il colloquio è durato circa un’ora e mezza. All’uscita dal penitenziario, Salvini ha sostenuto la richiesta di grazia presentata dalla moglie di Roggero e ha annunciato che il partito sta valutando anche la possibilità di candidarlo.

Ad accompagnare il leader della Lega c’erano i deputati Luca Toccalini e Fabrizio Cecchetti. Davanti alla struttura penitenziaria era presente anche una delegazione della Lega Giovani, che ha esposto cartelli e uno striscione per chiedere la concessione della grazia al gioielliere.

La visita assume un forte significato politico dopo le polemiche esplose intorno alla sentenza definitiva. Roggero è stato condannato per aver inseguito e sparato contro i rapinatori che avevano assaltato la sua gioielleria a Grinzane Cavour. Due uomini morirono e un terzo rimase ferito. I giudici hanno escluso la legittima difesa, ritenendo che al momento degli spari la minaccia fosse ormai cessata.

Salvini visita Roggero a Bollate e sostiene la richiesta di grazia

Al termine dell’incontro, Salvini ha riferito sulle condizioni del detenuto e ha respinto l’idea che l’iniziativa della Lega possa rappresentare una pressione sulle istituzioni chiamate a valutare il caso.

“Roggero sta bene. Noi non facciamo pressione su nessuno, non ci sono attacchi nei confronti di nessuno. La moglie ha chiesto la grazia e ha fatto bene: sono convinto che possa essere presa in considerazione liberamente, nei tempi e nei modi che vorrà, dal presidente della Repubblica, che è l’unico che può decidere modi, tempi e contenuti”.

La decisione sulla grazia spetta infatti al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Si tratta di un provvedimento individuale che non cancella la condanna pronunciata dai giudici, ma può incidere sulla pena inflitta. La domanda presentata dalla moglie di Roggero dovrà essere esaminata attraverso le procedure previste, senza automatismi né tempi prestabiliti.

Con le sue dichiarazioni, Salvini ha precisato di voler rispettare le competenze del Quirinale, confermando allo stesso tempo il sostegno politico alla richiesta avanzata dalla famiglia del gioielliere.

La Lega valuta la candidatura di Mario Roggero

Il passaggio più rilevante delle dichiarazioni del vicepremier riguarda la possibile candidatura di Roggero. Il leader della Lega ha spiegato che i legali del partito stanno verificando la compatibilità dell’ipotesi con la situazione giudiziaria e carceraria del settantaduenne.

“Come Lega stiamo esaminando tutti i profili legali e se fosse possibile candidarlo come rappresentante degli italiani che lavorano, che vengono aggrediti e che si difendono, io sarei orgoglioso di poterlo candidare. Stiamo approfondendo tutti i profili giuridici del caso”.

Al momento non è stata indicata la consultazione elettorale per la quale il gioielliere potrebbe essere candidato. L’ipotesi resta subordinata alle verifiche giuridiche annunciate dal partito e agli effetti prodotti dalla condanna definitiva.

La scelta avrebbe comunque un significato politico evidente. La Lega intende presentare Roggero come simbolo dei commercianti e dei lavoratori esposti al rischio di rapine e aggressioni. Sul piano giudiziario, tuttavia, la sua posizione è stata definita da tre gradi di giudizio, che hanno escluso la presenza dei requisiti necessari per riconoscere la legittima difesa.

La possibile candidatura non modificherebbe la sentenza e non rappresenterebbe un nuovo esame dei fatti. Costituirebbe invece una decisione politica con la quale il partito trasformerebbe il caso giudiziario in un tema centrale della propria iniziativa pubblica sulla sicurezza.

Cirio: «Roggero non è un eroe, ma merita il perdono»

Sul caso è intervenuto anche il presidente della Regione Piemonte e vicesegretario di Forza Italia Alberto Cirio, che ha assunto una posizione differente nei toni rispetto a quella espressa da Salvini.

“Mario Roggero non è un eroe, ma un uomo che ha sbagliato”.

Cirio ha riconosciuto la responsabilità stabilita dalla magistratura, ma ha sostenuto la richiesta di grazia presentata dalla moglie del gioielliere. Per il governatore, il perdono presidenziale avrebbe senso proprio perché Roggero è stato ritenuto colpevole.

“La magistratura ha stabilito la colpevolezza e non si può sparare per strada, ma la grazia è un perdono che si concede a chi ha commesso un errore, non agli innocenti. Roggero è un lavoratore esemplare, che si è trovato in una situazione limite, con una pistola puntata contro la figlia. Sono certo che Mattarella saprà comportarsi come un buon padre”.

Il procuratore di A

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