Il caso Roggero riapre lo scontro sulla legittima difesa: l’Anm respinge le accuse del governo, mentre Boldrini attacca Salvini e Meloni.
Il caso di Mario Roggero provoca un nuovo scontro tra esponenti del governo e rappresentanti della magistratura. Dopo la condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione per il gioielliere che nel 2021 uccise due rapinatori e ne ferì un terzo dopo l’assalto al suo negozio di Grinzane Cavour, il presidente dell’Associazione nazionale magistrati Giuseppe Tango ha risposto duramente alle dichiarazioni del ministro della Difesa Guido Crosetto.
Al centro del confronto c’è il confine tra legittima difesa e reazione successiva alla cessazione del pericolo. La Cassazione ha respinto il ricorso presentato dalla difesa di Roggero, rendendo definitiva la pena già stabilita dalla Corte d’Assise d’Appello di Torino. La vicenda giudiziaria si è così trasformata in un caso politico, con una parte del centrodestra impegnata a sostenere la richiesta di grazia avanzata dalla moglie del gioielliere.
“Non si può sottovalutare il tema delle aggressioni e delle violenze a danno di commercianti o in abitazioni di privati cittadini, ma questo semmai attiene al profilo della prevenzione dei reati e del controllo del territorio”, ha dichiarato Tango.
Caso Roggero, l’Anm: «La legge non tollera la vendetta privata»
Il presidente dell’Anm ha ricordato che la normativa italiana riconosce già il diritto di difendersi quando esiste un pericolo concreto e attuale. Secondo il magistrato, tuttavia, questo principio non può essere esteso fino a giustificare una reazione avvenuta quando l’aggressione è ormai terminata.
“Vorrei ricordare che la legge prevede già il sacrosanto istituto della legittima difesa, ma non può tollerare la vendetta privata. Dire il contrario significa minare le fondamenta dello Stato di diritto e questo chi rappresenta le istituzioni dovrebbe saperlo bene”.
Nel procedimento contro Roggero, i giudici hanno ritenuto decisiva la sequenza degli eventi ricostruita anche attraverso le immagini disponibili. Il gioielliere inseguì i rapinatori all’esterno dell’attività e sparò mentre stavano fuggendo. Questa circostanza ha portato i magistrati a escludere che gli omicidi e il ferimento potessero essere ricondotti alla legittima difesa.
La responsabilità di Roggero è stata riconosciuta nei tre gradi di giudizio. La pena, inizialmente fissata in primo grado a 17 anni, è stata ridotta in appello a 14 anni e 9 mesi e successivamente confermata dalla Prima sezione penale della Cassazione.
L’intervento dell’Anm non nega il problema della sicurezza per commercianti e cittadini, ma separa la prevenzione delle rapine dalla valutazione penale delle condotte compiute dopo la fine dell’aggressione. Per Tango, il controllo del territorio spetta alle istituzioni competenti, mentre ai giudici compete applicare la legge ai fatti accertati durante il processo.
Crosetto critica i giudici, Tango: «Accuse odiose e generiche»
A provocare la reazione dell’Associazione nazionale magistrati sono state soprattutto le parole pubblicate su X da Guido Crosetto. Il ministro della Difesa ha criticato l’orientamento seguito negli anni da una parte della giurisprudenza, sostenendo che l’interpretazione delle norme abbia talvolta prodotto conseguenze difficili da comprendere.
Secondo Crosetto, da anni esisterebbe “una giurisprudenza che interpreta le leggi al punto di stravolgerle ed è stato consentito di mandare in libertà dopo pochi anni anche assassini di servitori dello Stato”. Il ministro ha definito quanto accaduto a Roggero non soltanto ingiusto, ma anche “difficile da accettare”.
La replica di Tango è stata immediata. “Sono sorprendenti le dichiarazioni del ministro che invoca il potere del giudice di innovare le leggi, compito che spetta unicamente al legislatore, delegittimando al tempo stesso la magistratura con accuse di doppiopesismo tanto odiose quanto generiche”.
Il presidente dell’Anm ha quindi respinto l’accusa secondo cui i magistrati avrebbero applicato criteri differenti a seconda dei casi. Il compito di modificare le norme, ha sottolineato, appartiene al Parlamento, mentre i giudici devono interpretarle e applicarle alle vicende sottoposte alla loro valutazione.
Anche Unicost, una delle correnti della magistratura associata, è intervenuta contro le dichiarazioni del ministro, definendole “parole lesive del diritto”. Il confronto supera così la singola posizione di Roggero e investe il rapporto tra potere politico e ordine giudiziario, già segnato dalle tensioni sulla riforma della giustizia.
Boldrini contro Salvini e Meloni: «La sentenza parla chiaro»
Nel confronto è intervenuta anche la deputata del Partito democratico Laura Boldrini, che ha attaccato il presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il leader della Lega Matteo Salvini per le posizioni assunte dopo la sentenza.
“Ancora una volta, Salvini e Meloni sciacallano su un caso di cronaca per soffiare sul fuoco della questione sicurezza e per inseguire Vannacci. La sentenza della Cassazione sulla vicenda Roggero parla chiaro: non fu legittima difesa”.
La parlamentare ha inoltre richiamato la riforma sulla legittima difesa approvata nel 2019 con il sostegno della Lega, osservando che proprio sulla base della normativa vigente i magistrati hanno valutato il comportamento del gioielliere.
“Ed è il caso di ricordare che è proprio in base alla legge voluta da Salvini, approvata a suon di ‘la difesa è sempre legittima’, che i giudici sono arrivati a questa conclusione in tre gradi di giudizio”.
La legge non stabilisce infatti che ogni reazione a una rapina debba essere automaticamente considerata legittima. Restano necessari requisiti precisi, tra cui l’attualità del pericolo, la necessità della reazione e il collegamento immediato tra l’aggressione e la difesa.
