Sinner, la confessione di Djokovic: «Gli ho indicato i suoi punti deboli, forse è stato un errore»

Novak Djokovic racconta l’aiuto dato a Jannik Sinner e ironizza sulle sconfitte subite dopo la crescita del campione italiano.

Novak Djokovic ha trasformato un vecchio gesto di disponibilità verso Jannik Sinner in una battuta pungente. Ospite nelle scorse ore del Fanatics Fest di New York, il campione serbo ha ricordato i consigli tecnici offerti all’italiano dopo uno dei loro primi confronti, scherzando sulle conseguenze di quell’analisi dettagliata.

Il siparietto si è svolto durante “Cold As Balls”, un’intervista volutamente informale nella quale gli sportivi rispondono alle domande seduti all’interno di una vasca piena di ghiaccio. Accanto a Djokovic c’era il comico americano Marcello Hernandez, che ha contribuito a rendere ancora più leggero il racconto.

Il fuoriclasse serbo ha spiegato di aver condiviso con lo staff di Sinner numerose osservazioni sul gioco dell’altoatesino, indicando qualità, limiti e aspetti sui quali intervenire. Poi ha collegato quei suggerimenti alle successive sconfitte contro il tennista italiano, usando una ricostruzione volutamente esagerata per rendere più efficace la battuta.

Djokovic e i consigli dati a Sinner dopo Wimbledon

«Gli ho dato tutti questi video su tutto ciò che avevo notato in campo – ha raccontato Djokovic – i suoi punti deboli, i suoi punti di forza, le cose su cui doveva lavorare… e poi, nei tre anni successivi, mi ha battuto a Wimbledon ogni maledettissimo anno. Quindi forse ho fatto un errore, non lo so».

La frase ha strappato sorrisi, ma contiene anche un riconoscimento preciso della trasformazione compiuta da Sinner. Il riferimento alle tre sconfitte consecutive a Wimbledon non coincide con lo storico reale dei loro incontri sui campi londinesi ed è stato utilizzato dal serbo per accentuare il tono comico dell’intervista.

Nel 2022 fu Djokovic a imporsi nei quarti di finale, dopo essere stato costretto a rimontare due set di svantaggio. Il serbo vinse anche la semifinale del 2023, mentre nel 2024 i due non si affrontarono. Sinner ha poi superato il rivale nelle semifinali del 2025 e del 2026.

Le sconfitte consecutive del serbo a Londra sono state quindi due, non tre. L’imprecisione non cambia però il senso del racconto: il giocatore che Djokovic aveva analizzato e provato ad aiutare è diventato, nel giro di pochi anni, uno dei suoi avversari più difficili.

L’analisi di Djokovic raccontata da Darren Cahill

Il confronto tecnico tra Djokovic e lo staff di Sinner risale al loro primo incontro a Wimbledon, disputato nel 2022. A ricostruirlo successivamente è stato Darren Cahill, allenatore dell’italiano insieme a Simone Vagnozzi.

Secondo il racconto di Cahill, il campione serbo aveva esaminato con grande precisione il tennis dell’altoatesino: «Novak mi disse: “Buona fortuna per il lavoro con lui. Sì, colpisce benissimo la palla, ma non c’è variazione. Pochi cambi di traiettoria, nessuna altezza sopra la rete, non viene a rete, non cerca di portarmi dentro al campo. So che risponde bene, ma non è aggressivo sulla risposta. Non attacca il mio servizio”».

L’analisi riguardava soprattutto la necessità di ampliare le soluzioni tecniche di Sinner, fino ad allora maggiormente legato alla potenza dei colpi da fondo campo. Djokovic aveva evidenziato la poca variazione delle traiettorie, la limitata presenza a rete e un atteggiamento non sempre aggressivo in risposta.

«Mi ha passato in rassegna tutto il suo gioco, l’ha analizzato a fondo. Non è che ci abbia rivelato qualcosa che non sapessimo già, erano cose che stavamo cercando di cambiare», aveva aggiunto Cahill.

La risposta di Sinner e la crescita ai vertici del tennis

Il passaggio decisivo del racconto riguarda la reazione di Sinner davanti alle osservazioni del rivale. L’italiano non avrebbe cercato giustificazioni e avrebbe chiesto immediatamente al proprio allenatore di utilizzare ogni indicazione disponibile.

«Quando dissi a Jannik cosa pensava Novak, la sua risposta fu: “Va bene, dammi tutto. Cominciamo a cambiare”», aveva concluso Cahill.

Da quel momento lo staff ha lavorato per rendere il gioco di Sinner più completo. Al tradizionale ritmo imposto da fondo campo si sono aggiunti una maggiore varietà al servizio, più aggressività in risposta, un uso più frequente delle discese a rete e una gestione più efficace delle diverse fasi della partita.

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