Mario Roggero affronta la nuova vita nel carcere di Bollate mentre la famiglia chiede protezione e i legali preparano nuove iniziative.
Mario Roggero ha trascorso la sua prima notte nel carcere milanese di Bollate, dove è stato trasferito dopo la condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi per l’uccisione di due rapinatori e il ferimento di un terzo. Il gioielliere di Grinzane Cavour, 72 anni, è stato assegnato al quinto reparto e condivide la cella con un uomo più anziano, detenuto per traffico di droga.
Nella stessa sezione si trovano anche Fabio Savi, uno dei componenti della banda della Uno Bianca, e Massimo Bossetti, condannato per l’omicidio di Yara Gambirasio. L’arrivo di Roggero, accompagnato da una forte attenzione mediatica e politica, sarebbe stato accolto dagli altri detenuti senza particolari reazioni.
Da casa il gioielliere ha portato una valigia con vestiti, alcuni libri e il proprio cuscino. Il primo impatto con il carcere è stato segnato soprattutto dal caldo, dall’assenza di aria condizionata e dalla difficoltà di adattarsi agli spazi condivisi, compresa la doccia comune.
Mario Roggero, il primo colloquio e il messaggio della famiglia
Quasi a mezzogiorno Roggero ha incontrato nella sala colloqui il suo avvocato, Stefano Marcolini. Indossava una polo chiara, jeans e ciabatte. Il legale gli ha consegnato un messaggio scritto dalla moglie e dalle figlie, insieme a quello dell’amico Robertino Zancan, orafo veneto noto per aver reagito sparando contro alcuni rapinatori senza ucciderli.
Roggero si sarebbe commosso leggendo le parole ricevute da casa. Chi lo ha incontrato lo descrive però come sereno e tranquillo, a tratti persino sicuro di sé. Avrebbe sorriso anche dopo aver saputo della presenza dei giornalisti all’esterno dell’istituto penitenziario.
«Non è finita», ha ripetuto al proprio avvocato, con il quale sta valutando le prossime iniziative giudiziarie. Nel frattempo deve abituarsi a una quotidianità completamente diversa da quella vissuta fino a pochi giorni fa.
«Qui ci sono nuove regole che devo rispettare, è tutto diverso…», avrebbe confidato. Tra gli aspetti che lo hanno maggiormente sorpreso ci sono gli orari: il pranzo viene servito alle 11, mentre la cena arriva alle 17, secondo una scansione che Roggero avrebbe paragonato a quella di un ospedale.
Il suo primo pasto in carcere è stato saltato per incontrare Matteo Salvini, arrivato a Bollate per manifestargli vicinanza. Il leader della Lega ha osservato che il gioielliere è stato assegnato a una cella con un detenuto che in passato lavorava come cuoco. Nel penitenziario i reclusi possono cucinare e, secondo il legale, tra i due sarebbe nato subito un rapporto positivo.
La telefonata alla moglie e l’incertezza sulla permanenza a Bollate
Una delle prime domande di Mario Roggero è stata: «Quando posso chiamare casa?». Nel pomeriggio gli è stata concessa una telefonata di dieci minuti con la moglie Mariangela.
Nel reparto sono presenti una biblioteca, una sala destinata ai volontari, uno spazio adibito a chiesa e una piccola palestra. Nella cella, definita “camera” all’interno del carcere, Roggero dispone anche di un televisore. Attraverso telegiornali e programmi di approfondimento continua così a vedere la propria vicenda raccontata all’esterno.
Il suo avvocato gli ha suggerito di abbonarsi a un quotidiano, mentre il gioielliere ha già manifestato l’intenzione di frequentare un corso di inglese. È stato inoltre visitato da uno psicologo e da un medico.
Roggero spera di poter rimanere a Bollate, istituto considerato un modello per le attività di recupero e reinserimento. La permanenza, tuttavia, non è ancora certa. Normalmente il trasferimento in questa struttura avviene dopo un percorso positivo svolto in altri penitenziari. Nei prossimi giorni si dovrà quindi stabilire se, anche in considerazione dell’età e della situazione personale, potrà essere concessa un’eccezione.
Secondo Marcolini, il personale penitenziario lo avrebbe accolto «a braccia aperte». Il legale riferisce anche una frase pronunciata da alcuni agenti: «Sappiamo perché sei qui, ma umanamente ti capiamo».
La paura della moglie e l’annuncio dei pignoramenti
Mentre Roggero affronta la detenzione, la moglie Mariangela ha chiesto ai Carabinieri una maggiore vigilanza intorno alla casa e alla gioielleria. La donna teme di rimanere sola in una villa di grandi dimensioni e di dover lavorare nel negozio soltanto con una delle figlie.
«Vuole maggiore vigilanza, è in una casa molto grande, da sola, e anche in negozio sarà soltanto con la figlia», ha spiegato l’avvocato.
La famiglia si è riunita nella villa tra le vigne di La Morra, nelle Langhe. «Siamo tutti insieme qui, stiamo male», hanno fatto sapere, scegliendo poi di non rilasciare ulteriori dichiarazioni.
A intervenire è stato il fratello Dante, secondo il quale nel processo avrebbe dovuto ricevere maggiore attenzione la possibile temporanea incapacità di intendere e di volere: «Sono convinto che, quando ha sparato, Mario fosse ancora sicuro della continuità della rapina».
La Corte d’Appello di Torino ha però descritto Roggero come «lucido», «consapevole di quanto accaduto» e con «piena aderenza alla realtà». Nella sentenza viene ricordato che, dopo gli spari, recuperò i gioielli e li riportò sull’automobile dei rapinatori.
Nel centro di Grinzane Cavour, intanto, numerosi residenti e commercianti continuano a esprimere solidarietà. Davanti alla gioielleria sono comparsi messaggi come: «Sarà dura, però le persone oneste vengono riconosciute, prima o poi». Qualcuno, passando in auto, urla «Roggero libero».
A questa mobilitazione replica l’avvocato Giuseppe Roberto Caruso, difensore della famiglia di Andrea Spinelli, morto insieme a Giuseppe Mazzarino.
«Chi ragiona così, legittima il Far West. Una vita umana non può valere come una borsa di gioielli. Come si può sostenere un uomo che ne fredda altri due alle spalle? Per i miei clienti è molto doloroso, i due figli minorenni hanno perso il loro punto di riferimento».
Il legale ha inoltre annunciato l’avvio delle procedure esecutive: «Non abbiamo ricevuto un centesimo dei 780 mila euro di risarcimenti, nonostante Roggero abbia raccolto chissà quanto dalle raccolte fondi. Partiremo con i pignoramenti delle sue proprietà».
