Roggero, il nuovo ddl della Lega: «Niente condanna per chi reagisce a un rapinatore armato»

Dopo la condanna di Mario Roggero, la Lega presenta un disegno di legge per ampliare la legittima difesa in case e negozi.

La Lega rilancia sul caso Mario Roggero e prepara una nuova modifica della legge sulla legittima difesa. Dopo la condanna definitiva del gioielliere di Grinzane Cavour, il partito guidato da Matteo Salvini punta a introdurre la non punibilità di «qualsiasi reazione» compiuta nell’immediatezza di un’aggressione armata all’interno di un’abitazione o di un’attività commerciale.

Il disegno di legge, a prima firma del senatore Claudio Borghi, interviene sull’articolo 52 del codice penale. La proposta prevede che chi subisce un’aggressione con armi possa reagire senza che assumano rilievo la proporzionalità dei mezzi utilizzati, la permanenza del pericolo e la natura esclusivamente difensiva della condotta.

L’iniziativa politica nasce dopo l’ingresso in carcere di Roggero, condannato a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo al termine dell’assalto avvenuto il 28 aprile 2021 nella sua gioielleria a Gallo di Grinzane, in provincia di Cuneo. La vicenda ha riaperto il confronto sui limiti entro i quali una persona aggredita può utilizzare un’arma senza incorrere in responsabilità penali.

Caso Roggero, cosa prevede il disegno di legge della Lega

Il nuovo comma proposto dalla Lega stabilisce: «In caso di aggressione a mano armata all’interno del proprio domicilio o del proprio esercizio commerciale, professionale o imprenditoriale, qualsiasi reazione posta in essere nell’immediatezza del fatto da chi subisce l’aggressione è non punibile, indipendentemente dalla proporzionalità dei mezzi usati, dalla persistenza del pericolo e dalla natura strettamente difensiva della condotta».

La formulazione amplierebbe sensibilmente il perimetro della norma attuale. Il punto decisivo è rappresentato dall’espressione «nell’immediatezza del fatto», che consentirebbe di valutare come un’unica sequenza anche una reazione avvenuta subito dopo l’aggressione.

Con il riferimento alla «persistenza del pericolo», inoltre, la proposta mira a escludere la punibilità anche quando la minaccia non sia più materialmente in corso, purché la risposta della vittima avvenga nell’immediata successione degli eventi.

Il disegno di legge eliminerebbe, per questi casi specifici, anche la necessità di verificare la proporzione tra l’offesa subita e i mezzi impiegati per reagire. Sarebbe quindi sufficiente accertare l’esistenza di un’aggressione armata in casa, in negozio o in un altro luogo nel quale viene esercitata un’attività professionale o imprenditoriale.

Come funziona oggi la legittima difesa

L’attuale articolo 52 del codice penale stabilisce che non è punibile chi agisce perché costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio o altrui contro il pericolo attuale di un’offesa ingiusta, a condizione che la difesa sia proporzionata all’offesa.

La disciplina contiene già una tutela rafforzata per chi reagisce a un’intrusione compiuta con violenza o con la minaccia di utilizzare armi all’interno del domicilio o del luogo di lavoro. Restano tuttavia necessari alcuni presupposti, tra i quali il collegamento tra la reazione e un pericolo ancora attuale.

Proprio questo passaggio è stato determinante nella vicenda giudiziaria di Mario Roggero. Secondo la ricostruzione accolta nelle sentenze, il gioielliere sparò quando i rapinatori erano usciti dal negozio e stavano tentando di allontanarsi. La reazione non fu quindi considerata compatibile con i requisiti della legittima difesa, perché il pericolo immediato per le persone presenti nell’attività era ormai cessato.

La proposta di Borghi punta a superare proprio questa distinzione. La reazione non dovrebbe più essere valutata soltanto nel momento preciso in cui viene compiuta, ma all’interno della sequenza iniziata con l’aggressione armata.

La strategia della Lega dopo la condanna di Mario Roggero

Il disegno di legge rappresenta un nuovo passaggio della mobilitazione avviata dalla Lega dopo la condanna definitiva. Il partito ha già sostenuto la richiesta di grazia presentata per Roggero e ha annunciato iniziative per aiutare la famiglia a sostenere i risarcimenti stabiliti dalla sentenza.

È stata valutata anche una possibile candidatura politica del gioielliere, qualora sussistano le condizioni previste dalla legge. Salvini ha inoltre dichiarato di voler ampliare ulteriormente il perimetro della legittima difesa, sostenendo che la normativa vigente non abbia impedito il processo e la detenzione nel caso Roggero.

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