Caso Roggero, Schlein attacca Meloni e Salvini: “Non fu legittima difesa”

Elly Schlein prepara il programma del campo largo e accusa il centrodestra di fare pressioni sul Quirinale per la grazia a Roggero.

Elly Schlein rilancia il progetto del campo largo e indica settembre come il mese decisivo per definire, insieme alle forze progressiste, una proposta comune in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. Ospite de L’Aria Che Tira, su La7, la segretaria del Partito Democratico ha affrontato anche il caso di Mario Roggero, contestando le iniziative del centrodestra a favore del gioielliere condannato per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo.

La linea della leader dem è costruire un programma condiviso senza limitare il confronto ai vertici dei partiti. Schlein ha chiesto agli alleati un percorso capace di coinvolgere direttamente cittadini, associazioni e realtà sociali, partendo dalle proposte già presentate insieme dalle opposizioni durante la legislatura.

Campo largo, Schlein prepara il programma da settembre

“Da settembre con tutta l’alleanza progressista affineremo un programma, ma non partiamo da zero, sono tre anni che facciamo proposte insieme e in Parlamento”, ha dichiarato Schlein.

Tra i provvedimenti indicati dalla segretaria del Pd figurano il salario minimo e il congedo paritario, temi sui quali le forze di opposizione hanno già tentato di costruire una posizione unitaria. Il riferimento ai tre anni di lavoro parlamentare serve anche a respingere l’idea di un’alleanza fondata esclusivamente sulla necessità di contrastare il governo guidato da Giorgia Meloni.

Il passaggio successivo sarà la definizione delle priorità economiche, sociali e istituzionali da presentare agli elettori. Schlein vuole però evitare che il programma nasca soltanto da una trattativa tra segreterie.

La leader dem ha spiegato di aver “chiesto che si faccia un percorso partecipato, in mezzo alle persone”, aggiungendo: “quello che chiedo è: non facciamo un programma chiusi nelle nostre stanze, ma fra le persone”.

La strategia punta quindi a trasformare le iniziative comuni già depositate in Parlamento in una piattaforma politica più ampia. Per il campo largo, la difficoltà sarà trovare una sintesi tra partiti che condividono alcune battaglie, ma conservano posizioni differenti su economia, politica estera, sicurezza e riforme istituzionali.

Caso Roggero, l’attacco a Meloni, Salvini, Tajani e Vannacci

Una parte centrale dell’intervista è stata dedicata a Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato definitivamente a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo dopo l’assalto alla sua attività. Le iniziative politiche a favore della grazia hanno riaperto lo scontro tra maggioranza e opposizioni.

Secondo Schlein, attorno alla vicenda sarebbe in corso “una rincorsa a destra fra Vannacci, Meloni, Salvini e Tajani”.

La segretaria del Pd ha poi distinto il diritto alla difesa personale dalla reazione avvenuta quando gli autori della rapina stavano ormai abbandonando il luogo dell’assalto.

“Per il nostro ordinamento il bene vita ha un valore superiore al bene materiale. Si tratta di creare una proporzione: se l’aggressore ti sta puntando una pistola e sta minacciando la tua vita allora i giudici devono valutare la legittima difesa. Ma in questo caso, anche dai video, si vede che gli aggressori stavano fuggendo, non è una legittima difesa”, ha affermato.

La condanna di Roggero è diventata terreno di confronto anche all’interno del centrodestra. Matteo Salvini e altri esponenti hanno sostenuto la richiesta di grazia, mentre Roberto Vannacci ha proposto di portare il gioielliere direttamente nell’arena politica.

Per Schlein, queste prese di posizione rappresentano “una rincorsa a destra per fare pressione sul Quirinale” per la grazia. La segretaria ha definito tale pressione “inaccettabile”, precisando: “ma noi abbiamo piena fiducia nel capo dello Stato”.

Schlein difende il ruolo del Quirinale e accusa Meloni

Il tema della grazia ha portato il confronto sul ruolo del Presidente della Repubblica, al quale la Costituzione attribuisce il potere di concedere provvedimenti individuali di clemenza. Per la leader dem, la decisione deve restare estranea alle contrapposizioni tra partiti.

“La figura del capo dello Stato è un garante della Costituzione, super partes”, ha ricordato Schlein, criticando anche le dichiarazioni sulla possibilità che in futuro venga eletto al Quirinale un presidente non proveniente dall’area del centrosinistra.

La segretaria del Pd ha respinto l’ipotesi di una candidatura riconducibile all’attuale presidente del Consiglio: “Come si può immaginare” che sia super partes una “persona che in questo momento è a capo del governo e che guida una forza politica?”.

Secondo Schlein, “è evidente che non è questa la soluzione”, ma la discussione mostrerebbe soprattutto “l’ossessione unica di Giorgia Meloni e della destra e cioè il potere andare al Colle e al contempo provare anche quando non ci riescono con le riforme a cambiare gli equilibri costituzionali”.

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